Gli operatori Sprar: a rischio l’assistenza ai richiedenti asilo

21 Novembre 2019

«È una lettera che non avremmo mai voluto scrivere». Comincia così l’invito al sindaco Pierluigi Biondi, alla giunta e al consiglio comunale, a occuparsi degli operatori dell’Arci L’Aquila APS, ente...

«È una lettera che non avremmo mai voluto scrivere». Comincia così l’invito al sindaco Pierluigi Biondi, alla giunta e al consiglio comunale, a occuparsi degli operatori dell’Arci L’Aquila APS, ente gestore del progetto del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar) del comune dell'Aquila, «progetto nato nel 2011, cresciuto nelle sue esperienze e competenze, e noi con esso». Da 6 mesi sono senza stipendio. «In questi 9 anni», scrivono gli operatori Andrea Salomone, Fabrizio Rea, Nando Di Ferdinando, Valentina Vizzani, Biancamaria Coletta, Stefania Sette, Claudio Del Tosto, Tommaso Ciotti, Fabio Centi, Irene Giuliani e Azemie Ameti. «sono tante le collaborazioni avviate con il territorio e le ricadute che il progetto ha avuto sullo stesso. Un progetto che abbiamo portato avanti con professionalità, passione e dedizione al fine di garantire agli oltre 350 beneficiari accolti, un’opportunità di integrazione e di autonomia, offrendo al tempo stesso alla città un servizio di qualità, cosa che ci è sempre stata riconosciuta da tutti gli enti con cui ci siamo trovati a collaborare. Negli anni ci siamo abituati a gestire il progetto nella precarietà e nelle difficoltà ma il 2019 è stato particolarmente difficoltoso nonostante tutti gli sforzi e le tutele messe in campo dall’Arci L’Aquila Aps. I continui ritardi nei pagamenti, in alcun modo imputabili a responsabilità dell’Associazione per cui lavoriamo, hanno compromesso il nostro lavoro, costringendoci a condizioni non più tollerabili».