Gli orti urbani sono realtà Ecco i primi 55 coltivatori

11 Luglio 2018

Il municipio assegna gli appezzamenti a pensionati, giovani disoccupati e donne I terreni del lascito Saturnini concessi gratuitamente per i prossimi tre anni

AVEZZANO. Alla periferia della città, sui terreni del lascito Saturnini, a un tiro di schioppo dai campi del Fucino, sono in arrivo gli orticoltori per auto-consumo. Pensionati, giovani disoccupati, donne, tutti con un sogno nel cassetto: coltivare ortaggi per la famiglia, adottando i sistemi tradizionali, per riassaporare il gusto del mangiare sano.
C’è l’ex ispettore di polizia in pensione, Angelo Cicchinelli (72 anni), «una vita vissuta in mezzo alle armi, ai tafferugli, alle violenze in tante città d’Italia», che si è messo in lista per gli orti urbani per «rifare un tuffo nel passato. Quando da bambino con mia madre passavamo ore nell’orto», ricorda, «prima per preparare il terreno, poi per la semina e alla fine per raccogliere i sani prodotti della terra da gustare a tavola. Appena ho sentito parlare del progetto mi sono tornati alla mente i tanti ricordi da bambino al fianco di mia madre e ho deciso di fare la domanda. Grazie a tutti gli amministratori che hanno coltivato questa splendida idea».
Pensiero condiviso dagli altri assegnatari dei primi orti, dove c’era chi, come Sabrina Morellato, educatrice ambientale disoccupata, appassionata di ambiente e natura, in attesa dell’orto di “proprietà” (3 anni rinnovabili) ha tirato su il suo piccolo orto urbano nell’aiuola di un amico, dove sono cresciuti rigogliosi pomodori e altri ortaggi. Il tutto gratuitamente. «Qualche anno fa, non avendo un terreno mio», racconta la donna, «ho iniziato a coltivare questa passione su un campo in prestito di un amico, quest’anno ho scelto l’aiuola di un’altra persona. Avevo già preparato le piantine di pomodori per l’orto urbano, ma ora è tardi. Però inizierò subito a dissodare il terreno e a concimare per poi piantare o seminare le verdure invernali: cavoli, broccoletti, bieta. L’obiettivo? Portare a tavola cibo sano e di stagione per riassaporare il gusto dei prodotti senza concimi. Abbiamo atteso tanto, ora è il momento di avviare il lavoro». La gestazione, infatti, è stata lunga, con primo step nel 2010, mentre l’accelerazione finale è arrivata con l’ex amministrazione Di Pangrazio, sulla spinta, in primis, del consigliere Gianfranco Gallese. Azione ricordata con fair-play dal sindaco Gabriele De Angelis, in prima battuta. «Il progetto è partito qualche anno fa», ha ricordato, «l'amministrazione precedente ha stanziato le risorse per sistemare l’area puntando sulla socializzazione e le attività di auto-produzione. Gallese è stato pungolo e sponsor dell’opera. È giusto dare merito a chi lavora con tenacia e con forza».
Scambio di cortesia subito apprezzato dal consigliere di minoranza (seduto vicino al sindaco) che, dopo aver ringraziato De Angelis, «per l’onestà intellettuale», ha ricordato la «valenza psicosociale degli orti urbani, progetto all’insegna della cristiana solidarietà, ma non dell’assistenzialismo, che non dà frutti. È un bambino che ha finalmente visto la luce dopo anni di gestazione, grazie soprattutto agli uffici, al dirigente, ai colleghi Mario Madonna e Mario Babbo».
Con la firma per la consegna dei primi 55 appezzamenti su 110 – erano presenti gli assessori Lino Cipolloni, Leonardo Casciere e Renata Silvagni, il dirigente Francesco Di Stefano e i collaboratori Fernando Santomaggio e Marco Fracassi – parte la stagione degli orti urbani in città.
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