Gli scout: «Ecco la verità sul nostro salvataggio»

LUCO DEI MARSI. Erano rimasti bloccati in montagna durante un’escursione e per metterli in salvo c’era stata una grande mobilitazione, poiché con loro c’erano anche dei minorenni. A distanza di 12...
LUCO DEI MARSI. Erano rimasti bloccati in montagna durante un’escursione e per metterli in salvo c’era stata una grande mobilitazione, poiché con loro c’erano anche dei minorenni. A distanza di 12 giorni la comunità capi del Gruppo scout Agesci Luco dei Marsi 1, con una lunga relazione inviata al sindaco del Comune di Sant’Eufemia a Maiella, nel Pescarese, chiarisce quanto accaduto quel 28 luglio. Il sindaco aveva annunciato la richiesta di una relazione dettagliata sull’accaduto, ponendo «seri interrogativi sull’approccio improvvisato di certi escursionisti». Al riguardo, i capi gruppo Jolanda Giannella e Antonio Baldassarre hanno spiegato che «l’escursione è stata pianificata nei minimi dettagli, tanto è vero che il capo scout si è recato personalmente, accompagnato da altro capo scout, all’Ente parco affinché gli venissero date tutte le informazioni necessarie per affrontare il Sentiero dello Spirito. Circa l’abilitazione degli accompagnatori, Dante Marraccini è brevettato, Enza Palma è in corso di nomina a capi avendo svolto entrambi i campi di formazione, mentre il capo Antonio Baldassarre ha partecipato al Campo di formazione metodologico».
Tanti poi gli attestati di qualifica esposti dagli scout e dai capi presenti. Sulla ricostruzione spiegano che «il 28 luglio alle 22.14, il capo scout provvedeva a chiamare il 118 che girava immediatamente la chiamata al Soccorso alpino. Alle 22.18 riceveva sul suo cellulare la prima chiamata dal soccorso alpino e, l’operatore addetto, si informava sulle condizioni dei partecipanti all’escursione, e forniva un numero di cellulare sul quale mandare attraverso whatsapp le coordinate gps. Alle 22.29 riceveva una telefonata dal maresciallo dei carabinieri della stazione di Sant’Eufemia con la quale comunicava l’arrivo di una squadra di soccorritori. Purtroppo, malgrado l’invio delle coordinate gps, il maresciallo dei carabinieri comunicava con altra telefonata che il gruppo di soccorritori non era in grado di individuarli e quindi invitava qualcuno del gruppo scout a scendere a valle ad incrociare i soccorritori. Dopo circa 40 minuti intercettavano tre soccorritori di cui uno poi non è risalito con il gruppo, e provvedevano ad accompagnarli nel luogo esatto dove erano rimasti tutti gli altri scout. Due ragazzi scout sono dovuti andare incontro anche ai due soccorritori che scendevano dalla strada interpoderale. Gli stessi non riuscivano a trovare l’imbocco del sentiero a causa delle numerose frane che ne hanno cancellato la traccia». (p.g.)
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