Gli strumenti musicali nelle opere d’arte

L’origine delle melodie nei capolavori conservate nel Munda. Ieri convegno con la Arbace
L’AQUILA. Il lituus, la quinterna, la zampogna, la ceccola. Sono solo alcuni degli antichi strumenti musicali rappresentati nelle opere conservate al Munda (Museo nazionale d’Abruzzo). Spesso nascosti tra le figure di secondo piano, utilizzati indifferentemente da angeli e uomini, questi antichi esemplari sono testimonianza di una cultura che tanta importanza dava alla musica. A scandagliare la loro origine, le loro melodie e il loro utilizzo è stata ieri la studiosa Alessandra Giancola durante il terzo appuntamento del ciclo “Vi sveliamo un capolavoro”, moderato dalla direttrice del polo museale d’Abruzzo, Lucia Arbace. «Abbiamo voluto porre l'attenzione sulla rappresentazione degli strumenti antichi nelle opere del Munda, in un percorso cronologico dal I secolo avanti Cristo fino al Rinascimento», ha spiegato la relatrice, «ci siamo soffermati, in particolare, sulla morfologia degli strumenti, sul loro uso in contesti precisi, sulla loro storia, ma anche sul contributo che la filologia musicale offre nella ricerca storico-artistica, sia dal punto di vista dell'attribuzione cronologica, che nella contestualizzazione geografica del manufatto». Il più antico degli strumenti analizzati è stato il lituus raffigurato in un corteo funebre di un rilievo proveniente da Amiternum ed esposto nella sezione archeologica del museo: a forma di tromba, con l'estremità allargata e incurvata, simile dunque al bastone augurale, aveva un suono acuto e stridente, e serviva alla cavalleria romana per il segnale di attacco. La quinterna era invece uno strumento musicale medievale a corde pizzicate. Il nome deriva dal latino “quinque”, cioè cinque, e dall'arabo persiano “tar”, corda. Veniva suonata tramite un plettro che serviva a pizzicare le corde di budello. Aveva la cassa armonica a forma di mezza pera, abbastanza somigliante a quella di un mandolino, e sia la cassa che il manico erano realizzati da un unico pezzo di legno. «Questo strumento è visibile nell’anta di un tabernacolo raffigurante Santa Caterina e proveniente dalla collezione Rivera», spiega l’Arbace, «molto cara agli abruzzesi è anche la zampogna, di cui abbiamo voluto mostrare un esemplare raffigurato in una scultura lignea policroma proveniente da un presepe di San Buono, in provincia di Chieti». La ceccola, non molto diversa dalla zampogna, si può invece trovare nel famosissimo Trittico di Beffi. «In totale abbiamo analizzato 19 strumenti di periodi diversi», conclude la Arbace, «in un percorso tracciato da tempo, volto alla scoperta dell'Abruzzo, terra musicale. Proprio la musica, infatti, doveva segnare tutti i momenti più importanti della vita quotidiana, in passato come oggi. Molti strumenti sono cambiati completamente, ma la loro importanza è innegabile».(m.c.)
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