Gli studenti danno i voti all’Ateneo «Didattica ok, servizi da migliorare»

27 Novembre 2018

L’Università riprende quota dopo le vicissitudini del post-sisma: quasi 20mila iscritti, la metà abruzzesi Il corso più amato è Ingegneria industriale che conta già 243 immatricolazioni contro le 208 di un anno fa

L’AQUILA. Gli studenti promuovono (pur con qualche critica) l’Ateneo dell’Aquila. Qualità della didattica, rapporto con i docenti, spazi rinnovati e più funzionali, ma anche un contesto cittadino accogliente, un mercato degli affitti calmierato, l’aria pulita, la vicinanza con le montagne e con la capitale rendono l’Università del capoluogo sempre più attrattiva. Tallone d’Achille, invece, resta la carenza di trasporti, urbani e extraurbani. E la ricostruzione, i ponteggi, l’odore di cemento per le strade? «Quasi non ci facciamo più caso», sorridono i ragazzi.
Sono i circa 20mila studenti che hanno scelto l’Ateneo aquilano: giovani per oltre la metà abruzzesi, ma nel 41% dei casi provenienti da altre regioni e più di un centinaio dall’estero. I numeri parlano chiaro: a oggi i nuovi iscritti sono 2.876, ma la previsione è che si superino i 4.600 a chiusura dei termini (dicembre), contro i 4.124 dello scorso anno. Di conseguenza cresce anche la popolazione studentesca, che nel 2017/18 era di 19.314 iscritti. Le immatricolazione per alcuni corsi di Ingegneria sono aumentate anche del 50%. È proprio la facoltà di Roio, infatti, a fare la parte del leone. Il corso più amato è Ingegneria Industriale che conta già 243 immatricolazioni e 30 pre-immatricolazioni, da confermare entro il 31 dicembre, contro le 208 complessive dello scorso anno. Intanto, le ultime statistiche del Censis posizionano le magistrali in Ingegneria dell’Aquila al sesto posto in Italia, davanti anche a diversi Politecnici. Insomma, se pure per molti non è possibile, come fanno gli studenti, dimenticare quello che è successo nel 2009, i segnali di ripresa sono tangibili e la quota 25mila iscritti del pre-terremoto non è più un miraggio. Di strada ne è stata fatta parecchia, se si pensa che nel 2015, subito dopo la reintroduzione della tassazione e l’attivazione dei numeri programmati per molti corsi, gli immatricolati dell’Ateneo aquilano erano soltanto 4.629, e che l’anno successivo si era raggiunto un record negativo di iscritti, scesi a 18.837. È così che i quasi 20.000 del prossimo anno accademico sono davvero un traguardo, in un momento di crisi dell’istruzione universitaria. Un traguardo che coincide anche con un altro importante tassello posizionato nei mesi scorsi dall’Ateneo: il rientro, dopo più di 9 anni, a Palazzo Camponeschi, in pieno centro storico. E la ricostruzione, i ponteggi, l’odore di polvere per le strade? «Quasi non ci facciamo più caso».
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