Gli studenti schierati salutano il prof Bassanin

L’AQUILA. «Come faremo adesso senza di te? Come faremo a crescere senza di te?». La giovane Maria ha appena finito di leggere l’ultimo dei tre messaggi che erano stati scelti tra le decine che i...
L’AQUILA. «Come faremo adesso senza di te? Come faremo a crescere senza di te?». La giovane Maria ha appena finito di leggere l’ultimo dei tre messaggi che erano stati scelti tra le decine che i ragazzi della sezione S della scuola media Carducci avevano scritto per salutare il “loro” professore di storia e materie letterarie, Alessio Bassanin, morto all’età di 63 anni.
Un lungo applauso si alza dalla platea gremita della basilica di San Bernardino. Davanti alla bara c’è la bandiera della scuola media Carducci, tra i banchi la preside, Antonella Conio, i professori e tanti ragazzi, che si tengono per mano e aprono un corridoio quando la bara entra, applaudendo al momento dell'uscita del feretro. Bassanin, che solo due settimane fa aveva confidato ai colleghi che non vedeva l’ora di tornare a scuola dai suoi ragazzi, se n’è andato a causa di una grave malattia. Dal pulpito, al termine della cerimonia, è arrivato anche l’accorato saluto del collega e amico di sempre, Patrizio Arpetti. «Ricordi quante volte abbiamo discusso?», ha detto Arpetti, «ma era il nostro modo di essere profondamente amici».
Bassanin era legato alla basilica di San Bernardino in quanto, in gioventù, aveva frequentato il Terz’Ordine francescano, come tanti altri coetanei della sua generazione. Di lui si ricorda anche l’impegno in politica, per diversi anni. Il suo grande amore era la scuola. Dopo aver frequentato Ragioneria si iscrisse a Lettere, dove si è laureato. Di lì iniziò la sua bella carriera di insegnante per varie scuole della provincia e della città, con una lunga trafila, per poi entrare definitivamente di ruolo.
All’inizio di questo anno scolastico le prime avvisaglie della malattia che non gli ha lasciato scampo. Riposerà nel cimitero di Antrodoco (Rieti). (r.p.)
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