Globe Network, in arrivo sessanta licenziamenti
Il call center ha già avviato le procedure per la riduzione degli organici ma è scontro sull’accordo firmato solo dalla Uil. La Cgil:intesa da cancellare
L’AQUILA. Altri 60 licenziamenti si abbattono sul disastrato panorama occupazionale della città. Questa volta tocca a 60 operatori del call center Globe Network, dove lavorano 237 persone. L’azienda ha già aperto la procedura di licenziamento. Ma l’accordo, nella sede di Confindustria, è stato firmato solo dalla Uil. Un atto stigmatizzato dalla Cgil, che chiede l’intervento della Provincia, essendo mancata la fase di discussione sindacale, che avrebbe potuto ridimensionare il numero degli esuberi.
«In un territorio già duramente provato dalla crisi generale in corso e da altre vertenze nel settore, che stanno cancellando centinaia di posti di lavoro», ha denunciato la Slc-Cgil, «due giorni fa, nella sede della Provincia, alla presenza di Confindustria, è stato firmato, dalla sola Uilcom-Uil, un accordo che consentirà all’azienda di procedere ai licenziamenti annunciati. La Slc-Cgil, la Fistel-Cisl e la Ugl-Telecomunicazioni hanno chiesto che nella discussione fosse coinvolto il committente di Globe Network, il gruppo H3G, per comprendere l’effettiva portata dei problemi occupazionali dichiarati, oltre che per costruire reali possibilità di permanenza sul territorio dell’azienda». Ma la richiesta, secondo il sindacato, non è stata presa in considerazione. «Abbiamo posto all’attenzione della Globe Network, ma anche di Confindustria e Provincia», ha aggiunto la Slc-Cgil, «una seria questione di coerenza: ad oggi i lavoratori, pur avendolo maturato contrattualmente, non hanno potuto fruire di un monte ore di ferie e di riduzione dell’orario di lavoro residuo che, se abbattuto, consentendone la fruizione agli addetti, avrebbe potuto contribuire a diminuire il numero degli esuberi e ad affrontare in maniera meno traumatica la situazione. Peraltro, vi è anche un obbligo di legge, ad usufruire di ferie e permessi, prima dell’utilizzo degli ammortizzatori sociali. Questa richiesta non è stata presa minimamente in considerazione, né dall’azienda, né tanto meno da Confindustria o dalla Uilcom e dalle sue Rsu. Lascia perplessi che, a soli 12 giorni dall’apertura della procedura, si firmi un accordo che prevede l’utilizzo dei contratti di solidarietà solo dal primo ottobre 2015». L'accordo sottoscritto da un solo sindacato presenterebbe anche vizi sostanziali e di forma: «Essendo mancata totalmente la fase di discussione sindacale, che la legge prevede possa durare fino a 45 giorni, chiediamo alla Provincia», ha concluso la Flc-Cgil, «di ritirare la propria firma dall’accordo. L’ente dovrebbe esercitare un ruolo di mediazione positiva tra le parti, e non il ruolo di mero spettatore».
Romana Scopano
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