Gole del Sagittario regno di falchi e aquile

I rapaci nidificano e si riproducono nell’oasi naturale del Wwf, protetti da carabinieri e ambientalisti
CASTEL DI SANGRO. È stato un buon anno per l’aquila reale e il falco pellegrino che si sono riprodotti nell’oasi Wwf Gole del Sagittario. L’area protetta si conferma una delle “case” predilette dalle due specie. In Italia ci sono circa 500 coppie di aquila reale: un numero stabile, che tuttavia stenta a crescere a causa delle attività umane che disturbano i nidi, delle opere che danneggiano e distruggono l’habitat del rapace, del bracconaggio e del furto per il commercio illegale di uova e pulcini. Più numerosi i falchi pellegrini di cui in Italia si contano circa un migliaio di coppie. Nell’oasi i nidi di aquila reale e falco pellegrino vengono da anni monitorati dal personale della riserva e diventati “sorvegliati speciali” a partire dal 2016 grazie alla collaborazione tra l’area protetta e il reparto carabinieri biodiversità di Castel di Sangro.
«Sinergie che si rinnovano ormai ogni anno», dichiara Sefora Inzaghi, direttrice della riserva, «e grazie alle quali da marzo a fine luglio, insieme, si riesce a seguire e documentare passo dopo passo i vari momenti delle nidificazioni fino all’involo dei nuovi nati. Quest’anno tre sono i giovani pellegrini che a fine maggio hanno lasciato il nido e da pochi giorni anche il giovane di aquila reale ha aperto le sue ali al cielo». Il monitoraggio congiunto tra l’oasi Wwf e il reparto carabinieri biodiversità ha permesso in questi ultimi anni di intensificare le osservazioni dei nidi, condotte da punti distanti in modo da non interferire con l’attività riproduttiva, e di raccogliere così una serie di dati utili ad avere un quadro sulla conservazione di queste specie nel territorio, che ad oggi non presenta particolari elementi di criticità: le Gole del Sagittario si confermano una preziosa area che, grazie alla sua naturalità e al contenimento, ove possibile, degli elementi di disturbo, offre una formidabile possibilità per studiare e conservare i delicati equilibri ecologici che consentono a questi animali, un tempo perseguitati, di vivere e prosperare anche in ottica futura. «La conservazione e il monitoraggio delle specie protette a livello nazionale ed europeo», conclude il tenente colonnello Bruno Petriccione, ecologo e responsabile scientifico del reparto carabinieri biodiversità di Castel di Sangro, «oltre che essere un obbligo di legge, sono tra le attività prioritarie dei carabinieri per la biodiversità, impegnati a tutelare habitat e specie selvatiche ovunque siano presenti». (e.b.)
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