Gole di Aielli-Celano da riaprire

Confronto per accelerare la messa in sicurezza e ripristinare il percorso naturalistico nel Canyon
CELANO. Riaprire il percorso del Canyon delle Gole, attraverso un piano di studio tecnico-amministrativo condiviso che tenga conto di tutti i fattori: dalla morfologia del territorio all’incolumità di chi lo attraversa. A 7 anni dalla loro chiusura, le istituzioni tornano ad affrontare la problematica legata al Canyon dell’Appennino centrale, (Gole di Aielli-Celano). Sull’argomento si è svolta a Celano una riunione, alla quale hanno preso parte: l’onorevole Filippo Piccone, i consiglieri regionali Maurizio Di Nicola e Lorenzo Berardinetti, il sindaco di Aielli, Enzo di Natale, il vicesindaco di Ovindoli, Raffaele Siciliano, il dottor Todini della Prefettura dell'Aquila, il geologo Giovanni Gazzetta del Bacino Liri Garigliano, Mauro Contestabile per il Consorzio di Bonifica, il professor Miccadei dell'Università di Chieti, Igino Chiuchiarelli dell'ufficio Parchi regione Abruzzo, Tony Di Renzo, Ezio Ciciotti e il sindaco di Celano, Settimio Santilli, il quale ha spiegato di aver voluto l’incontro per affrontare con determinazione tale situazione. «È opinione personale», ha detto Santilli, «che non si possa pensare di mettere in sicurezza un’area naturale montana nella sua interezza, che ha insita in sè fenomeni per i quali è stata chiusa, ma si debba definire attraverso studi appropriati un percorso condiviso per riaprirla, dalle classi di pericolosità e del relativo rischio, alla redazione di carte di pericolosità, carte di propensione al rischio di frane da crollo, affinché siano date le giuste informazioni ai visitatori». Di percorso condiviso hanno parlato anche Di Natale e Siciliano, i quali hanno evidenziato come le Gole sono un’attrattiva turistica unica per la zona. Per Di Nicola e Berardinetti «è essenziale far diventare un geosito l’intera area e cosa da fare subito è di avviare un studio di monitoraggio dell'intero arco interessato dalla possibile frana, per una valutazione della pericolosità e del rischio da crollo».
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