Goti: «Lo chalet dell’eremo riaprirà entro Pasqua»

6 Febbraio 2015

SULMONA. Riaprirà per Pasqua lo chalet di Sant’Onofrio. All’indomani della confermata gestione della piccola struttura all’Associazione celestiniana, è l’assessore ai Lavori pubblici, Stefano Goti,...

SULMONA. Riaprirà per Pasqua lo chalet di Sant’Onofrio. All’indomani della confermata gestione della piccola struttura all’Associazione celestiniana, è l’assessore ai Lavori pubblici, Stefano Goti, ad annunciare l’avvio dei lavori che consentiranno la riapertura.

«Con lo stallo che si stava creando sull’affidamento abbiamo anche stoppato l’avvio degli interventi» dice Goti «ora che tutto è stato sistemato, siamo pronti a partire con i lavori sul tetto, la tinteggiatura delle pareti e la pulizia del piazzale. Si tratta di interventi che non hanno un grosso importo e che quindi ci consentiranno un affidamento diretto, saltando i tempi tecnici di una gara di appalto. Così facendo daremo modo all’associazione di riaprire quanto prima».

È lo stesso presidente dei celestiniani, Giulio Mastrogiuseppe, a confermare la voglia di riaprire ad aprile.

«Il nostro intento è quello di rimettere in piedi la struttura quanto prima» spiega «del resto aspettiamo da anni e siamo pronti a realizzare i tanti progetti che abbiamo in cantiere, avvalendoci della collaborazione di chi vorrà aiutarci». Lo chalet e i locali dell’ex ufficio postale saranno gestiti dall’Associazione celestiniana per i prossimi sei anni, con un canone annuo di 2.160 euro. La piccola struttura ai piedi dell’eremo è chiusa ormai da quattro anni, preda dei tanti atti vandalici e furti che si sono susseguiti dopo il mancato rinnovo della convenzione da parte del Comune. La chiusura rende non fruibile a pieno l’eremo e l’area pedemontana circostante, non essendoci bagni utilizzabili o un punto ristoro. Di fatto lo chalet è chiuso dal 21 maggio del 2010, perché il 5 febbraio dello stesso anno l’ex sindaco Fabio Federico firmò l’ordinanza con cui venne disposta l’impraticabilità del sentiero in seguito alla caduta di alcuni massi. Appena tre mesi dopo, il 21 maggio, venne disposta anche l’interdizione dell’intera zona, chalet di Sant’Onofrio e tempio di Ercole Curino compresi. Il sentiero è stato riaperto a giugno del 2013, dopo i lavori eseguiti a tempo record nel mese precedente per mettere in sicurezza i massi e la parete rocciosa che per più di tre anni hanno tenuto isolato uno dei luoghi più suggestivi e significativi del Centro Abruzzo. È rimasto, però, solo sulla carta il protocollo sulla sicurezza del luogo spirituale, messo nero su bianco dopo la riapertura, imponendo il controllo dell’area e del sentiero.

Intanto, è scaduto ieri il termine fissato dalla Fondazione Morrone per la presentazione dei progetti di rilancio dell’area celestiniana. Le idee saranno al centro dell’incontro di oggi alle 17.30 al Soul Kitchen.

Federica Pantano

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