Governance in tilt pratiche bloccate

17 Novembre 2014

L’assessore Di Stefano: tutti i posti chiave sono vacanti così la ricostruzione rischia pesanti rallentamenti

L’AQUILA. Uffici in panne, pratiche bloccate, rallentamenti nella ricostruzione. Sono solo alcune delle dirette conseguenze di una governance «decapitata»: nessun sottosegretario alla ricostruzione, vacante la poltrona del coordinatore dell’Ufficio speciale, in scadenza la nomina di Francesco Scoppola, direttore regionale per i Beni culturali fino a fine mese, e nessun rinnovo per Aldo Mancurti, come capo della Struttura tecnica di missione con un incarico a tempo determinato, solo fino al 15 novembre.

«Una situazione assurda», per l’assessore comunale alla Ricostruzione Pietro Di Stefano. «Il governo se da una parte ci dà i soldi per la città, dall’altra non ci fornisce il personale adatto a gestirli. Mi meraviglio di come il premier Matteo Renzi, che per tanti anni è stato sindaco di Firenze, non si renda conto delle nostre difficoltà. Si tratta di superficialità da parte del governo».

Una superficialità che rischia però di pagare la città. «Abbiamo insistito, senza esito, per permettere che Mancurti rimanesse ancora un anno, in modo da avviare la Struttura tecnica di missione, come stava facendo», spiega Di Stefano. È ormai diventata urgente, inoltre, secondo l’assessore, la sostituzione di Paolo Aielli, che ha lasciato da settembre la poltrona di capo dell’Ufficio speciale. «Siamo a metà novembre e mi sembra assurdo che non ci sia ancora un nuovo coordinatore. Anche se è il sindaco a dover firmare il contratto con il capo dell’Ufficio speciale, non può scegliere direttamente chi dovrà rivestire il ruolo».

Anche sulla questione Scoppola c’è molta perplessità. «La verità è che i direttori regionali Beni culturali devono sempre fare una lotta contro il tempo: l’incarico dello stesso Scoppola è in scadenza», continua Di Stefano. «Così non si lavora serenamente». Il 30 novembre, infatti, è vicino e a dicembre ci dovrebbe essere la riforma delle direzioni regionali. È possibile dunque una proroga per il direttore abruzzese, come per gli altri. Scoppola, d’altra parte, è arrivato in città la prima settimana di settembre e ha dovuto aspettare il nullaosta da parte della Corte dei conti fino a metà ottobre. A oggi ci sono circa 100 cantieri che hanno dovuto rallentare i lavori. Il nuovo direttore, infatti, si è preso un po’ di tempo per studiare la situazione, con buona pace di chi pensava di poter terminare i lavori della propria abitazione vincolata a stretto giro di posta. Anche la mancanza di un sottosegretario alla ricostruzione è un problema serio che dovrebbe essere affrontato il prima possibile, secondo lo stesso assessore.

«Per esempio il decreto Sblocca Italia prevede 250 milioni per l’esercizio 2014. Ci vorrebbe un provvedimento del Cipe per accorciare di qualche mese i tempi e usare i soldi subito, ma chi fa la proposta al Cipe se non abbiamo un sottosegretario? Se questi nodi non verranno sciolti il prima possibile si rischiano pesanti ripercussioni sulla città e sul cratere».

Michela Corridore

©RIPRODUZIONE RISERVATA