Gran Sasso, 300 firme contro i vincoli
Parte bene la petizione per limitare i confini del Parco e rilanciare il turismo
L’AQUILA. Circa 300 firme in quattro ore. Un successo, la prima giornata della petizione popolare lanciata dal comitato #SaveGranSasso e dall’associazione Progetto Montagna, per chiedere la rimodulazione dei confini del Parco Gran Sasso- Laga e di alcuni Sic, i siti di interesse comunitario. Dopo la prima raccolta di adesioni, nello stand allestito a Piazza D’Armi, si replica il 30 settembre, con un gazebo nel centro storico durante la notte dei ricercatori Sharper. L’iniziativa è nata per accelerare i tempi: dopo aver promosso, un anno fa, un referendum sullo stesso tema, slittato però al 2018 a causa delle procedure farraginose, i promotori hanno deciso di far partire una petizione popolare - si punta alle 5000 firme - per fare massa critica nei confronti delle istituzioni. L’obiettivo è “inchiodare”, sull’onda della mobilitazione generale, il Comune e la Regione: spetta a quest’ultimo ente ridisegnare i confini del Parco e dei Sic e trasmetterli al ministero dell'Ambiente, in modo da sradicare quei paletti che, secondo i rappresentanti di comitato e associazione, ad oggi impediscono lo sviluppo turistico della montagna aquilana. «E’ stata una bellissima giornata. Abbiamo avuto la conferma», ha commentato il portavoce del comitato #SaveGranSasso Luigi Faccia, «che la gente è informata sull'argomento e devo dire che 8 persone su 10 temono per il futuro turistico del Gran Sasso. Sono consci che questa situazione vincolistica crea l’abbandono del territorio e lo spopolamento» . Il risultato da portare a casa è la riperimetrazione dell’area protetta, facendo arretrare i suoi confini nelle aree più popolate dei comuni pedemontani del versante aquilano, e l’eliminazione di quei Sic che prevedono la massima tutela ambientale e l'inedificabilità nelle aree degli impianti di Campo Imperatore e nelle aree della valle del Chiarino». Fanno parte dell’associazione, oltre a Faccia, il maestro di sci Fausto Tatone, gli avvocati Gianluca Museo eLanfranco Massimi, l'albergatore Roberto Bellassai. (r.s.)
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