Gran Sasso imbrattato nell’area di Monte Camicia

I vandali hanno impresso sulla roccia data e ora del passaggio: il 24 agosto alle 14 Sdegno tra gli appassionati. Ci saranno un’inchiesta e la rimozione delle scritte
L’AQUILA. Lo hanno fatto ancora. C’è chi va sul Gran Sasso, all’interno di un Parco nazionale, e si diverte ad imbrattare le rocce con la vernice. Dopo l’episodio del 2016 sul versante teramano del Corno Grande e quello del 2017 in località Madonnina, questa volta è toccato a Monte Camicia, a quota 2564 metri. Le foto dell’ennesimo scempio ambientale, diffuse sui social network, hanno provocato rabbia e indignazione. I vandali non hanno lasciato la firma, come nel caso del 2016 ad opera di un alpinista del gruppo Somma Trekking di Napoli, ma hanno impresso sulla roccia la data del loro “passaggio”, lo scorso 24 agosto alle ore 14, oltre a simboli e frasi senza senso: “Vai bisteccone”, “Monte Camicia-I disturbati”. Sarà difficile individuare i colpevoli, ma come fatto in precedenza, dall’ente Parco Gran Sasso Laga dovrebbe partire una denuncia contro ignoti e spetterà agli uomini del Corpo Forestale-Carabinieri condurre le indagini e poi provvedere alla rimozione delle scritte. Resta l’amaro in bocca e lo sdegno fra i tanti amanti e appassionati della montagna contro gesti che vengono definiti «vergognosi e ignobili», con tanti che invocano più sorveglianza e l’installazione di foto-trappola e soprattutto multe salate per “gli incivili” che vengono beccati con la bomboletta spray in mano. A luglio di due anni fa destò grande scalpore la vicenda degli escursionisti di Somma Vesuviana, che addirittura lasciarono sui sentieri che portano alla vetta del Gran Sasso scritte con la vernice rossa che riportavano il nome e il logo dell’associazione. Furono individuati, visto che postarono su Facebook anche le foto della loro bravata: «Purtroppo è stato un terribile gesto», si scusarono in seguito, «perpetrato da un singolo partecipante che è sfuggito al controllo e all’attenzione del gruppo».
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