Gran Sasso, la funivia sottoposta a controlli «Massima sicurezza»

8 Luglio 2021

La commissione di garanzia verifica gli atti di manutenzione Il direttore Grassi: qui impossibile un caso come il Mottarone

L’AQUILA. «Mai una tragedia come quella del Mottarone». Le parole di Pierpaolo Grassi, direttore di esercizio della funivia del Gran Sasso, rassicurano i membri della commissione di controllo e garanzia del Comune. La seduta è stata convocata dal presidente Giustino Masciocco proprio per «fugare ogni dubbio e fare massima chiarezza» sugli interventi di manutenzione e verifica della sicurezza dell’impianto che da Fonte Cerreto conduce a Campo Imperatore.
L’esigenza di trasparenza e condivisione di dati e attività portate avanti dal Centro turistico del Gran Sasso, la società controllata dal Comune che gestisce l’impianto, è nata proprio dalla tragedia di fine maggio in Piemonte, costata la vita a 14 turisti rimasti intrappolati nella cabina precipitata a causa della rottura del cavo traente e della disattivazione del freno di emergenza. Una situazione che, precisa Grassi, non potrà mai verificarsi sulla funivia aquilana per vari motivi. «Il sistema di ancoraggio della vettura al cavo è diverso», sottolinea il direttore di esercizio, «e risulta molto più garantito». C’è poi un piano di controllo dell’impianto molto accurato che previene il rischio di incidenti gravi. Alle verifiche quotidiane, infatti, si aggiungono accertamenti periodici che consentono di testare l’efficienza del sistema. «Prima dell’apertura stagionale si fanno corse di prova», spiega Grassi, «e ci sono ulteriori controlli settimanali e mensili». Questo per quanto riguarda l’attività ordinaria. Il gestore, però, assicura anche due ispezioni l’anno con il cosiddetto “finto taglio” che simula un incidente simile a quello del Mottarone per verificare il funzionamento del freno di emergenza. «È richiesto un solo intervento di questo tipo», sottolinea Grassi, «ma ne facciamo un altro, a distanza di sei mesi, già da prima della tragedia». Il direttore specifica che si tratta di un’operazione non semplice. «Richiede una giornata di lavoro e quattro o cinque operatori», fa notare, «ma rientra nella nostra politica di maggiore sicurezza dei viaggiatori».
Ogni cinque anni poi c’è la revisione dell’impianto. La prossima è prevista per il 2023 e sarà un «intervento oneroso», come lo definisce Grassi, perché richiederà lo «scorrimento della fune portante», una manovra che in sostanza sposta il cavo per evitare le maggiori tensioni e il conseguente logoramento sempre negli stessi punti. All’amministratore unico Dino Pignatelli, invece, sono chieste specificazioni sul personale in servizio nell’impianto. «Sono a disposizione undici operatori per turno», spiega, «tra addetti alla vettura, nella stazione, macchinista, caposervizio e sostituti». Il numero, comunque, varia anche a seconda delle esigenze del periodo. Al di là della questione sicurezza , però, emerge anche un aspetto politico relativo ai rapporti tra l’amministrazione comunale e il Centro turistico, in particolare Pignatelli. A evidenziarlo è il consigliere di Italia viva Paolo Romano in riferimento allo scambio di comunicazioni sulla chiusura della funivia per gli interventi di manutenzione. La società ha fissato le date autonomamente, informando poi il Comune che però ha risposto sottolineando la necessità di concordare i giorni di inattività dell’impianto. Da qui è scaturito il caso sulle divergenze tra gestore ed ente. (g.d.m.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .