Gran Sasso, mancano strutture e gli albergatori sono alla fame

11 Agosto 2020

Fiordigigli: «Fino a Ferragosto c’è quasi il tutto esaurito, ma poi le stanze saranno di nuovo vuote A Fonte Cerreto e Campo Imperatore non ci sono servizi igienici. E il sindaco esautora l’assessore»

L’AQUILA. A giugno e luglio, di turisti nemmeno l'ombra. Poi, l'improvviso exploit nella settimana di Ferragosto, con un balzo dal 70% al 100% in più di prenotazioni. Ma per la coda dell'estate, la curva delle presenze stabili sul Gran Sasso, con pernottamento nelle strutture ricettive, riscende precipitosamente.
«Il turismo non si improvvisa, non può essere demandato al caso. La montagna necessita di una programmazione anno per anno«. Ada Fiordigigli, titolare dell'omonimo albergo alla base della funivia, tira le somme. Ed evidenzia «il vero deterrente alla promozione del territorio e alla fruizione del Gran Sasso: la mancanza totale di servizi. I parcheggi sono distanti, la piazza è stata chiusa, di iniziative culturali o ricreative nemmeno l'ombra. C’è persino carenza di servizi igienici. Così non ce la possiamo fare».
Nel weekend Campo Imperatore viene preso d'assalto, ma sono per lo più turisti "mordi e fuggi", di passaggio dalle regioni limitrofe. Quel che conta, invece, per far reggere gli alberghi, sono i pernottamenti.
FERRAGOSTO IN MONTAGNA. È quella appena entrata, la settimana più proficua, in termini di presenze, per il Gran Sasso. «Si vede finalmente un po’ di movimento», afferma Fiordigigli, «quello che chiamiamo turismo stanziale, ma siamo sempre nell'ordine di due-tre notti al massimo di pernottamento. Ora siamo al 70% di camere occupate, nel fine settimana di Ferragosto sfioreremo il tutto esaurito. Ma si tratta di pochissimi giorni: già da fine agosto le camere torneranno vuote».
Per due mesi, a giugno e luglio, gli albergatori hanno sofferto davvero «e con le strutture completamente vuote e le bollette da pagare», dice Fiordigigli, «siamo allo stremo, continuiamo a ripeterlo da mesi, ma senza ottenere ascolto».
CARENZA DI SERVIZI. «Il turista che arriva sul Gran Sasso trova un quadro poco edificante», sostiene Fiordigigli, «a partire dai servizi: l'unico parcheggio disponibile è il Simoncelli, ma nel pieno dell'estate non si può pretendere che i viaggiatori facciano un chilometro a piedi, tutto in salita e con pesanti valigie al seguito. La navetta non funziona, viaggia sempre vuota, nonostante le sedici corse giornaliere: i turisti non la prendono, forse perché è scomoda. Da quando non si parcheggia più a Fonte Cerreto, la piazza è diventata un deserto: desolatamente vuota, triste. Con l'hotel Cristallo chiuso, la piazza semideserta, il bar dell'hotel non funzionante, i turisti che arrivano hanno la netta impressione di uno stato di abbandono totale».
QUESTO È TURISMO? Non un fiore ad abbellire le aiuole, nessuna iniziativa, mancanza totale di promozione. «A Fonte Cerreto», lamentano gli albergatori, «mancano persino i servizi igienici. Ma i disagi non finiscono qui: molti turisti riferiscono che i sentieri non sono adeguatamente segnalati o la cartellonistica non è chiara», fa notare Fiordigigli, «domenica scorsa è stato allestito, alla Villetta, una sorta di mercatino: due bancarelle di vestiti e un ambulante con delle riproduzioni pittoriche. Assurdo, in un posto turistico i mercatini devono essere a tema, con prodotti tipici, antiquariato e legno. Quello che si trova in Trentino o in Valle d'Aosta. Il problema, al di là delle presenze che sapevamo, è la mancanza totale di mentalità turistica che caratterizza L'Aquila», aggiunge Fiordigigli, «il turismo non è questo, necessità di programmazione a medio e lungo termine, non si improvvisa, come fa il Comune».
AQUILIO ESAUTORATA. «Serve un collegamento diretto tra L'Aquila e il Gran Sasso», suggerisce Fiordigigli, «un progetto a cui stava lavorando l'assessore al Turismo, Fabrizia Aquilio, che aveva programmato l'apertura di un infopoint anche a Fonte Cerreto. Ma Il sindaco Biondi le ha tolto le deleghe e non se n’è fatto più nulla. E questo nel pieno della stagione, dopo il lockdown e con il settore in ginocchio».
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