Gran Sasso, opere strategiche al palo

Appello di Pignatelli (Centro turistico) al sindaco: «Il Comune riprenda la titolarità degli interventi non ancora iniziati»
L’AQUILA. Il piano investimenti per il Gran Sasso d’Italia non decolla. E allora l’amministratore unico del Centro turistico, Dino Pignatelli, prova a smuovere la situazione di blocco e invita il Comune a riprendersi la titolarità degli interventi. Non si tratta di poca cosa, visto che gli interventi sono di grande rilievo di cui il Centro turistico è soggetto attuatore, ma il Comune è l’ente responsabile sotto il profilo amministrativo.
La nota è stata inviata nello scorso mese di settembre in particolare, al sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi e al dirigente della ricostruzione pubblica Pierluigi Carugno.
«L’atto di intesa del 9 maggio 2016», si legge nella nota inviata da Pignatelli all’ente, «tra il Comune dell’Aquila e il Provveditorato regionale alle opere pubbliche per l’attuazione degli interventi previsti nel business plan e finanziati con delibera Cipe 135 del 2012, prevede che gli stessi dovevano essere completati nel 2019. Considerato che a oggi solo l’ostello è stato completato mentre tutti gli altri interventi sono ancora in fase progettuale, si chiede che l’atto d’intesa venga rivisto restituendo la titolarità degli interventi in questione». Gli interventi cui allude Pignatelli sono i seguenti: ristrutturazione del rifugio Le Fontari con progettazione lavori; ristrutturazione hotel Campo Imperatore con progettazione e realizzazione; consolidamento e ristrutturazione del tunnel pedonale di Campo Imperatore; sistemazione del parcheggio e realizzazione dei sottoservizi.
La delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) in questione è presente nella Gazzetta ufficiale del 15 marzo del 2013 e fa riferimento specifico a cento milioni complessivi per L’Aquila e cratere destinati a vari settori; nuove attività imprenditoriali sotto il profilo della sicurezza, comunicazione, ricerca con priorità ad attività svolte con l’Università dell’Aquila, alle tecniche per il recupero edilizio, naturale, storico e culturale «con particolare attenzione», si legge nell’atto, «al polo di attrazione dell’area del Gran Sasso d’Italia per il turismo estivo e invernale e allo sviluppo di un sistema di accoglienza diffusa». Per questi specifici lavori la somma individuata era di 15 milioni. Il Comune dell’Aquila e Invitalia avevano previsto due linee di azione principali: «Strategica per superare limiti e vincoli, anche strutturali, dell’attuale capacità di offerta di servizi turistici e generare i presupposti per una gestione economica realizzando un piano di investimento articolato in diverse fasi; gestionale per introduzione di capacità imprenditoriali con affidamento di strutture e impianti alla conduzione di privati, tramite convenzioni che tutelino le finalità di interesse generale, dei beni pubblici rivalorizzati dai necessari investimenti».
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