Gran Sasso, pronti altri no alla zona speciale

10 Marzo 2024

Le amministrazioni separate dell’Aquila e del Teramano chiedono il coinvolgimento dei cittadini

L’AQUILA. Le amministrazioni degli usi civici del versante aquilano e teramano del Gran Sasso, e quelle della provincia teramana dei Monti della Laga, in una nota, «reiterano con decisione e fermezza la loro contraria volontà alla trasformazione tout court del Sito di interesse comunitario del Gran Sasso in Zona di speciale conservazione».
La delibera di giunta regionale del 28 dicembre 2023, «che, ad oggi, non sembra essere stata ancora pubblicata, dev’essere annullata in via di autotutela per poi permettere a tutte le popolazioni interessate, da un provvedimento di natura così costrittiva, di partecipare attivamente a una tale decisione, ma soprattutto di stimolare, come già fatto con atto ufficiale, la rimodulazione dello stesso Sic», affermano le amministrazioni degli usi civici. «Noi rappresentanti delle popolazioni montane e pedemontane coinvolte siamo delusi dall’atteggiamento delle forze politiche tutte; non v’è stato sino a oggi, sebbene si viva, in questi giorni, un clima fervente di campagna elettorale per le elezioni regionali, un dibattito su questo tema così delicato. Sarebbe auspicabile che tutti coloro che intendono essere votati e scelti per il futuro governo regionale dichiarino il loro parere, quello che avrebbero intenzione di porre in essere se eletti. Non ci si nasconda: il problema esiste. È serio e va affrontato. Resta ferma», affermano, in conclusione, le amministrazioni degli usi civici dei versanti aquilano e teramano del Gran Sasso e dei Monti della Laga, «la nostra intenzione di impugnare il provvedimento della giunta regionale e di opporsi a questo metodo di imporre le decisioni, adottate peraltro senza conoscerne le conseguenze”.