Gran Sasso, recuperati i corpi dei due alpini

20 Novembre 2014

Erano precipitati venerdì scorso durante un’escursione, la camera ardente è stata allestita nella caserma Pasquali

L’AQUILA. La lunga e straziante attesa è finita ieri pomeriggio quando,dopo i tanti tentativi andati a vuoto a causa del maltempo che in questi giorni non ha dato tregua, la squadre del soccorso alpino sono riuscite a raggiungere le salme dei due caporalmaggiori e a tirarle via da quel canalone con l’ausilio di un elicottero della Forestale. Un’operazione alla quale hanno partecipato una cinquantina di persone dei vari Corpi addetti al soccorso in montagna. Tra loro anche i militari del Nono reggimento alpini, tutti amici e colleghi del 26enne Giovanni De Giorgi e di Massimiliano Cassa che di anni ne aveva compiuti 29. Ad aspettare le salme a Prati di Tivo c’erano anche i familiari dei due sfortunati alpini, arrivati sabato scorso dalla Puglia, i De Giorgi dalla provincia di Lecce e i Cassa da Corato in provincia di Bari. Accanto a loro anche il generale Massimo Panizzi, comandante della Brigata Taurinense e Massimo Iacobucci comandante del Nono reggimento alpini che in questi giorni hanno seguito sul posto tutti gli interventi volti a riportare a casa le salme dei due giovani militari.

Giovanni e Massimiliano avevano deciso venerdì scorso, approfittando di una giornata di licenza, di fare un’escursione sul Gran Sasso, una montagna che amavano a tal punto da seguire anche dei corsi di addestramento. Ma nel pomeriggio le condizioni atmosferiche sono repentinamente cambiate. La nebbia li ha colti di sorpresa, tanto da indurli a cambiare percorso e a spingerli verso la Conca degli Invalidi nel Vallone dei Ginepri. È qui che i due ragazzi sono precipitati, per circa 400 metri, lungo un costone roccioso. Le ricerche erano scattate a tarda sera, quando un loro amico – che sapeva dell’escursione e del tracciato che intendevano percorrere – non vedendoli rientrare a casa si era precipitato a Campo Imperatore. L’auto era ancora parcheggiata lì, segno evidente che qualcosa non era andato per il verso giusto. Nella giornata di sabato le squadre di soccorso erano riuscite a raggiungere i corpi ormai privi di vita dei militari e, nell’impossibilità di effettuare il recupero, ad ancorare le barelle sulla roccia. Ieri, finalmente, dopo una serie di tentativi naufragati, le salme sono state recuperate e portate prima all’obitorio del San Salvatore e poi alla caserma Pasquali dove è stata allestita la camera ardente. Questa mattina il mesto viaggio verso casa, con i feretri scortati dagli uomini del Nono reggimento alpini. I funerali di Massimiliano si terranno oggi alle 15.30 a Corato. L’addio a Giovanni, nella chiesa di Galatone (Lecce), è previsto, invece, per domani sempre alle 15.30. «Due ragazzi eccezionali e davvero motivati», hanno ripetuto anche ieri all’unisono, trattenendo a stento le lacrime, i compagni del Nono Reggimento, alcuni dei quali hanno condiviso con i due caporalmaggiori l’esperienza della missione in Afghanistan. ©RIPRODUZIONE RISERVATA