Gran Sasso, referendum in vista
Il comitato promotore: riparte l’iter, presto la raccolta delle firme
L’AQUILA. Riparte l’iter per l’indizione del referendum sui confini del Parco Gran Sasso Laga. Il comitato #SaveGranSasso non molla e rispedisce al mittente la proposta del presidente della commissione Territorio, Enrico Perilli, che voleva far sedere i rappresentanti del comitato al tavolo interistituzionale sulle aree protette, rinunciando al referendum consultivo sulla riperimetrazione del Parco e la riduzione dei Sic, i Siti di interesse comunitario, e le Zps, le Zone a protezione speciale. «Dopo inciampi, intoppi, impedimenti, opposizioni, contrarietà, incontri , riunioni, scontri e audizioni», annuncia Fausto Tatone del comitato #SaveGranSasso, «il nostro cammino riprende. Aspettavamo la nomina del nuovo difensore civico regionale Fabrizio Di Carlo, che è uno dei tre componenti del Comitato dei Garanti che valuterà la richiesta di referendum consultivo per la città dell’Aquila, da noi inoltrata a settembre 2015. Riprende quindi il nostro cammino, lungo e tortuoso, sperando che a breve arrivi il nulla osta ufficiale per cominciare la raccolta firme». Per indire il referendum servono 5000 firme: «A rallentare la procedura», sottolinea il portavoce del comitato Luigi Faccia, «è stato proprio un inghippo legato alla formazione del Comitato dei Garanti, che è l’organismo che concede l’autorizzazione alla raccolta delle firme. Adesso speriamo di farcela. Del resto, in tutta Italia i parchi sono stati creati per lo sviluppo turistico, solo il nostro finora è stato un freno a questo sviluppo».
Romana Scopano
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