Gran Sasso Science Institute, fondi per la continuità
L'AQUILA. «Il governo ha approvato un decreto sulla scuola, l'università e la ricerca che stabilizza e riconosce la Scuola sperimentale di dottorato internazionale Gran Sasso Science Institute (Gssi)...
L'AQUILA. «Il governo ha approvato un decreto sulla scuola, l'università e la ricerca che stabilizza e riconosce la Scuola sperimentale di dottorato internazionale Gran Sasso Science Institute (Gssi), per consentire la prosecuzione di attività che hanno ottenuto risultati importanti nel rilancio dell'area terremotata dell'Abruzzo. Per noi si tratta di un'altra promessa mantenuta, di un'ottima notizia per L'Aquila e per l'Abruzzo. Per il Gssi si aprono nuovi e importanti scenari, di cui siamo contenti e fieri». Lo dice la senatrice del Pd Stefania Pezzopane.
«Così come era stato promesso dal premier Matteo Renzi e dal ministro Stefania Giannini – prosegue Pezzopane – il governo ha deciso di stanziare per questa importante eccellenza dell'Abruzzo 3 milioni di euro a partire da quest'anno. È un'occasione di sviluppo fondamentale per la nostra regione. E come Pd – conclude Pezzopane – possiamo davvero dire: l'avevamo detto, l'abbiamo fatto».
«Soddisfazione per la notizia che il Governo ha riconosciuto l'importante ruolo del Gran Sasso Science Institute» la esprime, in una nota diffusa dall'Ufficio Stampa, il Presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio aggiungendo che lo stanziamento di 3 milioni di euro ed il riconoscimento internazionale del Gssi sono di «vitale importanza per la regione Abruzzo». «Questo riconoscimento – prosegue Di Pangrazio – è il giusto premio per il grande lavoro scientifico svolto dai ricercatori del Gssi sulle onde gravitazionali. Inoltre pone l'Istituto in un contesto di assoluto rilievo nazionale in quanto sono soltanto cinque gli Istituti in Italia ad avere tale riconoscimento ed il Gssi è l'unico nel centro-sud del Paese. Sono certo – conclude Di Pangrazio – che il Gssi saprà fare sinergia con tutte le università abruzzesi, con i grandi centri di ricerca e tutto il sistema della conoscenza regionale».

