Gran Sasso vietato ai turisti C’è la maratona delle bici

Chiuso anche lo svincolo autostradale, l’ira dei gestori delle attività commerciali: «Prima giornata di bel tempo dopo il coprifuoco, danni inaccettabili e disdette»
L’AQUILA. Doveva essere la prima, vera domenica estiva in zona bianca all’insegna della normalità, con un pienone di turisti atteso già dalle prime ore del mattino. Invece per metà giornata tutto il versante aquilano del Gran Sasso è stato praticamente inaccessibile per il passaggio della gara ciclistica amatoriale Bike Marathon. Dalle 8.30 alle 12.30 la statale 17 bis che collega Fonte Cerreto e Campo Imperatore è rimasta chiusa al traffico. Sbarrata anche l’uscita di Assergi sulla A24, in entrambe le direzioni. I gestori dell’ostello, del rifugio Montecristo e di altre strutture ricettive non hanno potuto raggiungere nemmeno le proprie attività, rimanendo bloccati a valle. Le modifiche alla viabilità erano state comunicate dal Comune dell’Aquila venerdì con una nota, diramata anche dai giornali, ma non tutti gli albergatori hanno letto l’avviso in tempo. «Sarebbe servita una comunicazione più mirata e puntuale, fatta con maggiore anticipo», osserva Daniele Mancini, gestore dell’ostello Lo Zio, «era la prima vera domenica di bel tempo in cui potevamo lavorare dopo tanti mesi di stop. Il turismo si sta rimettendo in moto, si rivede finalmente un po’ di movimento. Invece l’intero comprensorio è stato completamente irraggiungibile. A Campo Imperatore non c’era nessuno, il piazzale era vuoto. Molti turisti provenienti da fuori, trovando il casello dell’autostrada chiuso, hanno rinunciato e sono andati via. Noi stessi, per raggiungere l’ostello, siamo dovuti arrivare a San Gabriele, uscire e rientrare dall’autostrada, tornare indietro fino all’Aquila Est e da lì risalire da Paganica. Al di là dei danni che abbiamo subìto», sottolinea Mancini, «è sbagliata l’idea di organizzare un evento sportivo con centinaia di partecipanti e poi chiudere tutto e non permettere l’accesso ai turisti».
Infuriato anche Riccardo Manzi, gestore del rifugio Montecristo: «Eventi del genere dovrebbero servire a portare indotto e movimento, ma se poi ci costringono a chiudere ci ammazzano. Avevo 70 prenotazioni, tra colazioni e aperitivi, e le ho perse, perché chi veniva da fuori ha trovato la via chiusa ed è andato via. Se ci avessero avvisato con più anticipo avremmo potuto suggerire un altro itinerario».
Meno penalizzate, invece, le attività ricettive di Fonte Cerreto, che almeno hanno potuto ospitare i corridori iscritti alla gara. Ada Fiordigigli, che gestisce l’omonimo albergo, osserva: «Certo, anche noi abbiamo avuto dei disagi perché il ristorante e il bar non hanno lavorato in mattina. Però queste manifestazioni, a mio parere, vanno viste non solo per l’indotto che portano, ma anche e soprattutto perché rappresentano un vetrina e un veicolo promozionale per il territorio».
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