Gran Sasso vietato Il tema che divide

21 Agosto 2017

Conservazione o sviluppo, ecco i principali motivi di scontro

L’AQUILA. Gran Sasso per tutti o per pochi? Divieti o libertà assoluta? Mentre la Procura della Repubblica accende i riflettori anche sulle responsabilità omissive degli enti, dopo aver individuato i 14 sospettati esecutori materiali del disastro ambientale di Fonte Vetica, in città è sempre vivo il dibattito sul futuro della montagna aquilana. Un tema rinfocolato dal devastante incendio durante la Rassegna degli ovini organizzata dalla Camera di commercio, che alimenta lo scontro tra i proibizionisti e i loro avversari. C’è chi propone di limitare l’accesso delle auto sul Gran Sasso creando nuovi servizi: aree di sosta dedicate ai camper e parcheggi a pagamento. Regole certe, servizi ai turisti e più organizzazione. Ecco alcune delle principali posizioni raccolte dal Centro sull’argomento della convivenza tra ambiente e turismo.
MONTAGNA VIOLENTATA. «Basta con questa violenza». Il grido d’allarme è dell’ex sindaco Massimo Cialente, che boccia l’organizzazione della Rassegna ovini «dove è mancato un piano della sicurezza e della protezione civile. L’assenza di un’autobotte è stata una mancanza gravissima, insieme alla sottovalutazione delle presenze». Un evento che, per Cialente, fornisce lo spunto per una riflessione più generale sul turismo montano. «Il Parco Gran Sasso e gli ambientalisti hanno sempre portato avanti una battaglia ideologica: è arrivato il momento di vietare i bivaccamenti e l’accesso diretto alla piana di Campo Imperatore e a Fonte Vetica», dichiara Cialente, «creando delle aree riservate ai camper e parcheggi a pagamento controllati. Stiamo violentando il Gran Sasso: è necessario limitare il numero di accessi delle auto e incentivare l’utilizzo della funivia». Per Cialente «il turismo mordi e fuggi porta solo negatività. Il Parco deve stabilire regole certe. Nel caso di manifestazioni come la Rassegna ovini vanno previste navette di collegamento: non si possono far salire i turisti con i propri mezzi fino a Fonte Vetica».
SUBITO IL PIANO D’AREA. «Siamo a favore della regolamentazione degli accessi sul Gran Sasso, ma solo dopo l’applicazione del piano d’area e dei servizi annessi: impianti di trasporto a fune, rifugi e la ristrutturazione dell’albergo di Campo Imperatore», afferma Luigi Faccia, direttore della scuola di sci di Campo Imperatore e promotore dell’associazione Save Gran Sasso. «Manifestazioni come la Rassegna ovini vanno organizzate a monte, con una valutazione preventiva di incidenza ambientale per superare alcune criticità. Quando un territorio è troppo vincolato», prosegue Faccia, «paradossalmente è meno presidiato. Serve una regolamentazione precisa per il Gran Sasso, ma servono anche servizi».
NIENTE AUTO IN QUOTA. Più rigida la posizione di Augusto De Sanctis, direttore della Stazione ornitologica abruzzese. «La funivia del Gran Sasso non decolla perché ha la concorrenza della strada. Vanno create aree di sosta nella zona della Villetta e a Castel del Monte, per i camper, che non possono raggiungere direttamente Fonte Vetica. È sconvolgente che, con un budget importante come quello gestito da un Parco nazionale, non vi siano un presidio degli accessi, punti informativi, guide per i percorsi e servizi di assistenza e controllo. Durante la Rassegna ovini si è creata una situazione assurda che non deve più ripetersi».
I TRE ERRORI. Di tre errori parla Franco Zunino, segretario generale dell’associazione italiana Wilderness. «Il primo: aver creato l’ibrido obbrobrioso tra un vero Parco con finalità di conservazione e un’area ricreativa, con l’inevitabile prevalenza della seconda sulla conservazione del bene Natura; il secondo: la pretesa di imporre vincoli ai detentori dei diritti privati senza rimborsarli mediante l’acquisizione dei terreni o la loro presa in gestione dietro congruo compenso; il terzo: l’errata pianificazione della zonizzazione che, se pure prevede fasce a riserva integrale e fasce a riserva generale, non prevede aree Wilderness dove assolutamente il controllo turistico dev’essere contingentato».
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