Grande Marsica, primi sì dai sindaci: «Marciare uniti, sarà la volta buona»

21 Novembre 2021

Tagliacozzo: avremo un immenso potere politico. Celano: ci saremo, ma riparliamone dopo le Provinciali Civita d’Antino esprime perplessità: idea bellissima, ma spesso le buone intenzioni rimangono nel limbo

AVEZZANO. L’idea di una Grande Marsica, che nasca da un patto tra i 37 comuni che ne fanno parte, lanciata dal Comune di Avezzano, riscuote unanime consenso tra i sindaci del territorio. Se delle riserve vi sono da parte di qualcuno, esse non dipendono dal progetto in sé, ma dalle difficoltà, come si è visto in passato, di poterlo attuare. Tra quanti sono convinti del progetto c’è il sindaco di Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio. «Ritengo l’iniziativa del Comune di Avezzano qualcosa di stratosferico e me ne devo complimentare», afferma, «se questo progetto andrà in porto, la Marsica avrà un potere politico immenso che le consentirà di farsi ascoltare a livello regionale e tutelare gli interessi del territorio senza soggiacere alle prepotenze di quei politici che la vorrebbero subalterna all’Aquila. Dobbiamo lasciare da parte i campanilismi e marciare uniti, come ci suggerisce Avezzano, se vogliamo far risorgere la Marica, utilizzando le risorge che l’Unione Europea ci mette a disposizione».
«Celano», garantisce il primo cittadino Settimio Santilli, «non si tirerà indietro dal confronto e dal dialogo in un progetto che va negli interessi della Marsica, della sua territorialità e dei servizi ai cittadini, come d’altronde già dimostrato con la polizia locale. Sicuramente l’argomento potrà essere affrontato subito dopo le elezioni provinciali, con maggiore serenità e lungimiranza, senza lasciar spazio a futili preconcetti e retro pensieri di natura politica che rischiano di svilire, in questa fase comunque di campagna elettorale, un’iniziativa centrale e strategica».
«Il nostro territorio», gli fa eco il sindaco di Collarmele, Antonio Mostacci, «ha bisogno di coesione. Occorre prendere coscienza del fatto che la Marsica oggi è solo un’espressione geografica. È necessario, direi fondamentale, dare dignità politica al nostro territorio troppo spesso lasciata in secondo. Ben venga pertanto la collaborazione amministrativa tra i 37 Comuni del territorio, anche se ad oggi le uniche notizie che ho sono quelle lette sul Centro. Se da una parte ritengo anch’io necessario attuare una stretta collaborazione politico-amministrativa, dall’altro dobbiamo evitare di fare operazioni di facciata che farebbero ancor più male al nostro territorio. Bisogna partire dai bisogni e su questi costruire un percorso che sia virtuoso per tutti. Se così è, il nostro Comune dà piena disponibilità affinché la Grande Marsica possa nascere e crescere».
«L’istituzione di un Gran consiglio della Marsica», afferma il sindaco di Cappadocia, Lorenzo Lorenzin, «è il passo decisivo per il futuro del nostro territorio. Già lo scorso anno, su richiamo del sindaco Gianni Di Pangrazio (attualmente sospeso, ndr), il parlamentino dei sindaci si è riunito più volte per la salvaguardia dei diritti fondamentali della nostra zona. Dalla tutela della sanità nel periodo pandemico, alla battaglia politica per la salvaguardia dei tribunali e per la linea ferroviaria veloce Roma-Pescara. La Grande Marsica, con un maxi consiglio di 37 sindaci, un patrimonio proprio, non può che essere determinante per garantire una risposta più forte e più incisiva ai bisogni di 140mila abitanti».
Qualche dubbio sulla riuscita dell’iniziativa lo esprime Sara Cicchinelli, rieletta a ottobre sindaco di Civita d’Antino, per la terza volta. «Trovo l’idea del Comune di Avezzano bellissima e la condivido pienamente», premette la Cicchinelli, «spesso però le idee rimangono nel limbo delle buone intenzioni, come è accaduto qualche anno fa con la proposta dell’ex sindaco di Avezzano, De Angelis, di istituire una polizia locale unica in tutta la Marsica. Finora però solo Avezzano e Celano l’hanno attuata. Mettere insieme tutti non è facile».
©RIPRODUZIONE RISERVATA