Grande Marsica, sindaci chiamati a raccolta

Lunedì il vertice. L’ideatore Carpineta: «Qui nessun colore politico». Ma le ultime tensioni non aiutano
AVEZZANO. La spaccatura politica tutta marsicana oramai è evidente: una frangia di sindaci sostiene il progetto della Grande Marsica, un’altra l’Unione dei Comuni montani, qualche primo cittadino è rimasto nel mezzo.
NUOVO VERTICE
Lunedì alle 17, al Comune di Avezzano, è in programma un incontro sulla Grande Marsica. Dopo i colloqui con sette tra i più popolosi Comuni del comprensorio, il consigliere comunale di Avezzano, Cristian Carpineta, che ha redatto lo statuto, ha convocato i sindaci dei restanti centri per illustrare loro nel dettaglio le potenzialità della nuova entità che aspira a costruire, per dare un’unica grande voce al territorio sui grandi temi quali viabilità, turismo e sanità negli ambiti che non competono la Regione Abruzzo. Sarà interessante capire quanti risponderanno all’appello. La convocazione arriva a pochi giorni dalla riunione di Trasacco tra il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, e alcuni sindaci marsicani. Non tutti, infatti, sono stati invitati a partecipare. Grande assente il Comune di Avezzano. Qualcuno non esclude che dietro queste manovre politiche ci sia una strategia ben precisa in vista delle prossime elezioni regionali per indebolire la Marsica a favore di altri territori. La Marsica unita, infatti, ha una voce importante che forse spaventa e lo ha dimostrato in tante battaglie, dalla centrale Powercrop a quella per la salvezza del tribunale, tanto per citane alcune. «Dopo la stesura dello statuto della Grande Marsica ho avuto colloqui con i sindaci di Luco dei Marsi, Trasacco, Capistrello, Tagliacozzo, Celano, Magliano de’ Marsi e Scurcola Marsicana», spiega Carpineta, «alcuni hanno mostrato interesse e si sono detti pronti a firmare il documento. L’incontro che abbiamo convocato con gli altri primi cittadini servirà a illustrare che la Grande Marsica è un progetto di fusione senza colore politico», sottolinea l’amministratore avezzanese, «la convenzione è uno statuto libero da cui si può entrare e uscire in qualsiasi momento, in cui le decisioni vengono prese all’unanimità. Anche l’Unione Europea nel 1958», riflette Carpineta, «è nata dall’intesa di un ristretto numero di Paesi ai quali poi se ne sono aggiunti altri nel corso del tempo. La Grande Marsica è un organo diverso dall’Unione del Comuni promossa dalla Regione per la gestione dei servizi sociali». Lo statuto della Grande Marsica potrebbe essere firmato già a settembre, momento in cui Carpineta spera nel reintegro del sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, sospeso in virtù della legge Severino. Ma molto dipenderà dai tempi della prescrizione del reato e dalle decisioni dei giudici.
L’UNIONE DEI COMUNI
Qualche sindaco, nel bel mezzo di questa disputa politica, vede nella Grande Marsica una sorta di doppione dell’Unione marsicana dei Comuni, di cui fanno parte 34 amministrazioni. Per il momento si occupa di catasto e sociale, ma permette la gestione associata di servizi come il Suap, la protezione civile, la centrale unica di committenza e altro. Il presidente è l’ex sindaco di Lecce nei Marsi, Gianluca De Angelis, già commissario della Comunità montana.

