Grandi Rischi, tolto striscione anti sentenza

Lo denunciano i Red Blue Eagles che accusano il Comune. Intervento dell’Ugl: il sindaco chiarisca quello che è successo
L’AQUILA. I Red Blue Eagles L’Aquila 1978 in una nota denunciano che il Comune avrebbe fatto togliere due striscioni posizionati nei pressi dello stadio e nella zona di Piazza d’Armi uno di questi era contro la sentenza d’appello Grandi Rischi che ha assolto sei dei sette imputati.
«Nella giornata di giovedì 13 novembre» scrivono i Red Blue Eagles «un atto di vero e proprio dispotismo e censura è stato attuato nei nostri confronti, volto a chiuderci la bocca e a soffocare il nostro pensiero, calpestando l’inviolabile diritto della libertà di espressione. Sono stati rimossi i nostri due striscioni, attaccati in città, nell’abituale location della rotatoria nei pressi dello stadio e nella zona di Piazza D’Armi. Il primo era dedicato alla memoria di un ragazzo che a soli 26 anni ha perso la vita per mano dello Stato, ebbene sì, lo stesso Stato che assolve se stesso e che si colloca al di sopra e al di fuori della legge, come accaduto nella vergognosa sentenza di appello del processo “Grandi rischi” (tema del nostro secondo striscione). La cosa assurda è che a far rimuovere i nostri striscioni sia stato il Comune, lo stesso Comune, che per bocca del Sindaco ha dichiarato, subito dopo la sentenza del processo alla commissione grandi rischi, che “è stata riaperta una ferita”. In tanti anni è la prima volta che ciò accade e non ci si venga a dire che dovevamo chiedere i permessi per l’affissione (cosa che non abbiamo mai fatto). Se proprio si ha il misero coraggio di nascondersi dietro questa pretestuosa motivazione, è doveroso ribadire con forza che non tollereremo più che ciò accada nell’immediato presente, come in un prossimo futuro».
Sulla vicenda c’è anche un intervento di Piero Peretti dell’Ugl per il quale: «Dopo il danno della sentenza per la Commissione Grandi Rischi, la beffa arriva dal Comune dell’Aquila. Ieri, mentre i parenti delle vittime del sisma si preparavano ad emettere l’ennesimo grido di rabbia e di dolore contro la vergognosa sentenza e la città tutta ancora non elaborava l’ennesimo shock, il Comune dell’Aquila infieriva dando l’ordine di rimuovere lo striscione apposto dai Rbe a Piazza D’Armi. Massimo Cialente, da aquilano e primo cittadino, ha l’obbligo di dire subito all’intera comunità perché è stato compiuto questo gesto e chi ha dato l’ordine di eseguirlo agli operai».

