«Grandi rischi, un errore la riunione all’Aquila»

14 Settembre 2015

La deposizione in istruttoria di Zamberletti, ex capo della commissione Mercoledì udienza nel palazzo di giustizia che riapre i battenti dopo 6 anni

L’AQUILA. Il capo della commissione Grandi rischi all’epoca del sisma, Giuseppe Zamberletti, era contrario a tenere la riunione del 31 marzo 2009 all’Aquila, dalla quale promanò il messaggio rassicurante sulla possibilità di un sisma catastrofico.

Questa posizione emerge, ora in modo ufficiale, dagli atti riguardanti l’udienza preliminare che inizia mercoledì a carico del suo successore Guido Bertolaso, accusato di omicidio colposo plurimo e indicato dall’accusa come istigatore del messaggio di quella riunione.

«Ricevetti una comunicazione il giorno prima», si legge nel verbale della sua deposizione che risale al 2014, «che si era deciso di convocare all’Aquila la riunione. Io chiamai Bertolaso dicendo che per me non era possibile andare all’Aquila e che ero contrario. Perché la commissione, da quando l’ho costituita, non si era mai riunita nei posti dove si verificavano delle crisi. In quanto il compito della commissione è di interfacciarsi con il responsabile della Protezione civile per dare informazioni. Inoltre bisognava evitare che la commissione si interfacciasse genericamente con la popolazione con il rischio di equivoci nell’interpretazione. Quindi la commissione non deve andare sul posto e vedevo in questo un precedente che avrebbe potuto portare conseguenze di confusione». Zamberletti ha anche manifestato ai giudici che lo hanno sentito che la polemica con il tecnico del radon, Giampaolo Giuliani, non deponeva a favore della riunione del capoluogo di regione.

Zamberletti, pertanto, temeva «che la contesa tra la comunità scientifica e questo autodidatta che faceva ricerche per conto suo, potessero essere interpretate come smentita del rischio e, quindi, attenuare l’attenzione che in caso di eventi simili deve essere alta».

Bertolaso, in relazione all’ opportunità della fissazione della riunione, replicò a Zamberletti che forse aveva ragione ma ormai era stata indetta e pubblicizzata. «Disdire la riunione, mi disse», si legge ancora nel verbale, «può essere ancora peggio».

«La commissione», aggiunse Zamberletti, «venne, dunque, all’Aquila ma non si interfacciò, come io speravo».

L’udienza di mercoledì, che si terrà nello storico palazzo di giustizia di via XX Settembre ripristinato a sei anni dal terremoto, sarà in camera di consiglio e probabilmente non esaurirà i temi in discussione. Per cui la logica lascia pensare che ci vorranno altre udienze prima di decidere se Bertolaso verrà rinviato a giudizio o prosciolto.

Il giudice per le indagini preliminari che presiederà è Guendalina Buccella mentre l’accusa è sostenuta dalla Procura generale che ha avocato questa indagine dopo che la Procura della Repubblica aveva chiesto di scagionare l’imputato.

Le parti civili sono assistite dagli avvocati Angelo Colagrande, Stefano Parretta, Gianfranco Iadecola.

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