Grano per panettoni l’ultima scommessa nei campi del Fucino

Iniziativa del Consorzio agrario Centro Sud: «Qui resa alta» A novembre la semina di 200 ettari della varietà Giorgione
AVEZZANO. Il Fucino scommette sulla coltivazione del frumento tenero: a novembre circa 200 ettari saranno seminati a grano della varietà Giorgione con la prima raccolta prevista a giugno 2020. Si tratta di un grano tenero rigorosamente italiano e di elevata qualità, adattabile a tutti gli areali di coltivazione. «Il cereale è una coltura sostenibile sia per impatto ambientale che in termini di costi economici», spiega il direttore del Consorzio agrario Centro Sud, Fabio Colonna, «del tutto innovativa per la piana del Fucino. È anche una coltura di rotazione ed estensiva necessaria per restituire vigore a quei terreni agricoli indeboliti dalla sola coltivazione degli ortaggi che, al contrario, è di tipo intensivo».
Si partirà con un periodo di start-up: la semina di novembre interesserà circa 200 ettari intorno all’area di Avezzano e la raccolta del primo grano tenero del Fucino avverrà a giungo dell’anno prossimo. «La resa prevista per questa zona», aggiunge Colonna, «è piuttosto alta, pari a circa 70, 80 quintali a ettaro, il doppio di una normale resa per il grano tenero che si aggira intorno ai 40, 50 quintali per ettaro. Ciò è dovuto alle particolari condizioni pedoclimatiche e alla struttura del terreno».
Gli agricoltori interessati e pronti lanciarsi in questa nuova impresa dovranno richiedere il seme – rigorosamente certificato Sis – all’Ente consortile con il quale stipuleranno anche il contratto di filiera che prevede la definizione del prezzo, la coltivazione a carico dell’agricoltore e il ritiro e la consegna ai mulini ad appannaggio del Consorzio. Questa particolare varietà di grano tenero è richiesta soprattutto dall’industria dolciaria, la notevole elasticità e l’importante capacità di lievitazione del Giorgione lo rendono adatto per biscotti e soprattutto panettoni. «I costi per la coltivazione del Giorgione», spiega il responsabile commerciale del Consorzio Centro Sud, Giacomo Di Pietro, «si aggirano in media intorno agli 800 euro per ettaro, mentre il costo medio di produzione lorda vendibile è di circa 1.500 euro per ettaro. Si tratta di una filiera essenzialmente corta».
Un incontro per fare il punto su questa opportunità è in programma oggi, alle 17, nella sede del Consorzio agrario in via Nuova 97. «Un’importante occasione per i soci e quanti vorranno aderire», commenta il presidente di Coldiretti L’Aquila, Angelo Giommo, «nel corso dell’incontro approfondiremo i vantaggi agronomici ed economici della creazione di una filiera cerealicola in una zona che, seppur vocata alla produzione di ortaggi, potrebbe avere ulteriori e nuove opportunità di sviluppo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

