Gravi cinque intossicati dal monossido

Madre, padre e tre ragazze di 20 anni trasferiti nelle camere iperbariche a Roma. Incidente per una caldaia difettosa
CERCHIO. Intossicati dal monossido di carbonio durante la notte. I componenti di un’intera famiglia, padre, madre, due figlie e una nipote, sono ricoverati al policlinico Umberto I di Roma in gravi condizioni.
Sono in cura nelle camere iperbariche. Provvidenziale un momento di lucidità del capofamiglia che è riuscito ad aprire la finestra quando si è accorto che le esalazioni avevano invaso le stanze dell’abitazione.
È accaduto in una casa di Cerchio l’altra notte. Alla base dell’incidente un malfunzionamento della caldaia a gas utilizzata per alimentare l’impianto di riscaldamento a termosifoni.
Sul caso sono in corso le indagini dei vigili del fuoco che hanno eseguito un sopralluogo e raccolto informazioni. Su posto è stato richiesto anche l’intervento dei carabinieri della locale stazione.
La famiglia era rientrata dal Venezuela domenica sera. Lui, Mario Antidormi, 58 anni, di Cerchio, è un imprenditore che lavora in Sud America da diversi anni nel campo della produzione delle gomme per auto. Con la moglie, le due figlie e una nipote, quest’ultime tutte 20enni, l’uomo aveva deciso di trascorrere un periodo di vacanza nel suo paese di origine dove ha un’abitazione recentemente ristrutturata. L’arrivo a casa era previsto nella tarda serata, così aveva chiesto a un parente che vive in paese di accendere il riscaldamento in modo da trovare la casa calda. Sono andati tutti a dormire, ma durante la notte qualcosa non ha funzionato nel sistema di espulsione dei fumi all’esterno e l’ambiente si è riempito di anidride carbonica. Fortunatamente, ad accorgersi di quello che stava succedendo è stato il 58enne che si è svegliato e, in un attimo di lucidità, è riuscito ad aprire una finestra e la porta d’ingresso.
I SOCCORSI
L’uomo ha avuto anche la forza di lanciare l’allarme con il cellulare, chiedendo l’intervento del 118. Se fosse passato qualche minuto in più, le conseguenze per loro sarebbero state molto diverse. Tutti e cinque sono stati portati all’ospedale di Avezzano, poi trasferiti d’urgenza all’Umberto I di Roma e sottoposti al trattamento con camera iperbarica. Le loro condizioni sono serie, ma sarebbero fuori pericolo. La più grave dei cinque è una delle figlie dell’imprenditore.
LE CAUSE
I vigili del fuoco della caserma di Avezzano hanno liberato gli ambienti dal monossido ed eseguito dei rilievi acquisendo tutta la documentazione relativa alla caldaia e ai lavori recentemente eseguiti al fine di accertare le cause di quanto avvenuto. Secondo una prima analisi, si sarebbe trattato di un difetto allo scarico della caldaia che ha provocato un rientro di fumo. Spesso questo tipo di problema si verifica quando il tubo di scarico viene ostruito. Tuttavia le caldaie di ultima generazione sono dotate di un sistema di sicurezza che interrompe l’attività che probabilmente in questo non ha funzionato continuando a espellere il fumo all’interno dell'abitazione.
«Solo per miracolo è stata evitata una tragedia» spiega il sindaco di Cerchio, Gianfranco Tedeschi, «sto aspettando notizie da Roma, ma da quanto sono riuscito a sapere che una delle figlie avrebbe i problemi maggiori, anche se nessuno sarebbe in pericolo di vita. La nostra comunità segue con trepidazione la situazione, il mio amico e la sua famiglia non hanno dimenticato la propria terra di origine e tornano spesso a Cerchio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

