«Grazie al reparto di Terapia del dolore mia moglie sta bene»

Broccolini: «Risolutiva la nuova tecnologia del dottor Fusco È un’eccellenza Anestesia diretta dal professor Marinangeli»
L’AQUILA. Per una denuncia di malasanità, ne arriva una di buona sanità.
Una delle eccellenze rimaste all’ospedale San Salvatore dell’Aquila, orfano del professor Renato Galzio, direttore di Neurochirurgia (al suo posto comunque il suo “allievo”, il dottor Alessandro Ricci) con Urologia, del primario Luigi Di Clemente e il suo braccio destro Boris Di Pasquale, e Malattie infettive, con il direttore Alessandro Grimaldi (non che gli altri dipartimenti non siano buoni, anzi), è quella della Terapia del dolore, di cui il motore è il dottor Pierfrancesco Fusco. Grazie al quale l’Anestesia dell’Aquila insegna la materia a mezza Italia.
«In un tempo in cui non si sente altro che parlare di malasanità e medici che irresponsabilmente operano nella sanità, mi sembra doveroso rendere pubblicamente onore al personale dell’ambulatorio di Terapia del dolore procedurale dell’ospedale aquilano dell’unità operativa complessa di Anestesia e Rianimazione diretta dal professor Marinangeli e in particolare del dottor Fusco, anestesista dell’Aquila, e ai suoi collaboratori». È l’incipit della lettera di Marco Broccolini, che ha risolto un problema della moglie.
«Spesso, di fronte alla sofferenza da dolore, molte persone sono costrette a doversi spostare in altri presìdi ospedalieri, con ulteriori dispendi di forze fisiche e denaro che, viste le condizioni economiche che stiamo attraversando, non sono alla portata di tutti. Il problema di mia moglie, costretta a letto dal dolore da oltre due mesi, è stato affrontato dal dottor Fusco, il quale, pur di attenersi ai princìpi etici della solidarietà umana e di prestare l’opera con diligenza, perizia e prudenza, ha accompagnato mia moglie, e altri suoi pazienti, in altra sede, dove collabora con altri medici per l’applicazione delle radiofrequenze», afferma Broccolini nella lettera. «Mi hanno colpito la dedizione e la passione del dottore, che si è messo a completa disposizione dei pazienti, mettendo al centro di tutto la sofferenza di un essere umano e nulla di più. Tutto questo per dire che abbiamo persone competenti nel nostro ospedale e tecnologie, come la radiofrequenza, che possono essere spesso efficaci e risolutive per un dolore invalidante, come quello di mia moglie. Ora speriamo che al più presto questa tecnologia possa essere messa a disposizione dell’ambulatorio di Terapia del dolore procedurale del San Salvatore, per consentire di trattare casi di sofferenza analoghi a quelli di mia moglie».(v.p.)
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