Green pass per la festa del Perdono Unesco

23 Agosto 2021

Novità per l’accesso agli spettacoli causa pandemia. Restano alcune limitazioni nella seconda edizione dopo il riconoscimento

Se il lasciapassare per il Perdono è il pentimento, quello per gli spettacoli del cartellone della Perdonanza 2021 si chiama Green pass. Andrà esibito ovunque, tranne che per le cerimonie religiose. E – con buona pace della fratellanza ecumenica da sempre connessa al Giubileo aquilano – sulla disponibilità di tamponi gratis per chi è ancora privo della certificazione di legge, ma non vuole rinunciare a concerti e balletti, si è scatenata una bagarre tra maggioranza e opposizione che ha contribuito non poco a scaldare la vigilia della festa, alla seconda edizione dopo il sigillo dell’Unesco. Purché, insomma, dice chi contesta la misura del Comune, non sia una sorta di gran rifiuto del vaccino.
A ben guardare, fu proprio una pandemia – oggi come 727 anni fa – a incrociare la storia di Pietro Angelerio. Una pestilenza causò lo scioglimento del conclave del 1292. Il cardinale francese Cholet fu colpito dal morbo e morì. Il sacro collegio passò da 12 a 11 elementi. Da lì cominciò la lunga attesa, durata oltre un anno, prima che il conclave potesse nuovamente riunirsi. I contrasti sulla sede in cui convocarlo (Roma o Rieti), portarono alla soluzione di Perugia il 18 ottobre 1293. Ma i dissidi e le pressioni politiche impedivano ancora l’elezione del nuovo Papa. Tra proteste di piazza e intrighi di palazzo – e in mezzo una visita del re di Napoli Carlo II d’Angiò ai cardinali, per sollecitare l’elezione del nuovo Papa – soltanto 27 mesi dopo l’inizio del conclave i porporati trovarono l’ispirazione, il 5 luglio 1294, e scelsero l’eremita del Morrone.
Anticorpi contro il potere Celestino V ne aveva a profusione, come testimoniato dalla sua rinuncia gloriosa, tornata a troneggiare nella basilica di Collemaggio anche dal punto di vista iconografico. La tela di scuola napoletana – sistemata alla sinistra del mausoleo della basilica di Santa Maria di Collemaggio che custodisce le spoglie del santo eremita, ritratto nel gesto di riconsegnare tiara e chiavi, simbolo del potere di sciogliere e di legare – sta lì a dimostrarlo. Anche oggi i nodi irrisolti sono tanti. Il lento cammino della ricostruzione della città ha incrociato gli effetti di una pandemia che appare senza fine. Le 24 ore di indulgenza, allora, sono come una tregua. E la Porta Santa un’uscita di sicurezza nell’epoca del tempo liquido.
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