Grida e silenzio, così parla il dolore

Il racconto della notte più lunga, tra disperazione e speranza
L’AQUILA. Che rumore fa il dolore? Sta forse nel grido di mamma Anna, che lancia nel buio di Campo di Fossa il suo mantra per il figlio Vassilis? Oppure nel silenzio di chi alle 3,32, in una piazza Duomo semideserta, si raccoglie in solitudine, sguardo alle stelle, la candela stretta nelle mani, e chiude gli occhi abbandonandosi per un po’ all’ascolto di una musica straziante, come la sequenza dei 309 rintocchi della campana delle Anime Sante? La risposta non c’è. Al dolore indicibile ci si può soltanto accostare. In silenzio.
Lo sa bene l’arcivescovo Giuseppe Petrocchi, che celebra una messa per pochi intimi a San Giuseppe Artigiano mentre alla Villa comunale la gran parte dei partecipanti alla fiaccolata ascolta l’ultima storia di quelle vite spezzate di colpo. Neppure nella notte più lunga, nell’anno nono dal terremoto, si sciolgono alcuni nodi che restano tali e quali. Proprio mentre si compie un altro ciclo e si mette piede ufficialmente, dunque, nel conto alla rovescia per il decennale del sisma, il corteo della memoria e dell’impegno parla attraverso alcuni segni piuttosto chiari. Che denunciano la mancata realizzazione di un luogo della memoria. La sosta a piazzale Paoli, il cesto di fiori lasciato nell’area del futuro sito da destinare al progetto, sono un segnale ben preciso. Un progetto impantanato, una volta di più, tra indolenza e dissidi, fino a diventare, immancabilmente, oggetto di duelli rusticani sui social del tipo “meglio gli alberi o i parcheggi?”.
Il corteo terminato alla Villa comunale (e non più in piazza Duomo) e la ridotta partecipazione alle iniziative del programma religioso sono un altro aspetto che emerge con evidenza. Così come la giornata di lutto vissuta in maniera differente da parte della città, che si risveglia tardi, con segnalazioni di ruspe al lavoro e cantieri aperti anche in centro storico fin dalle prime ore del mattino, nonostante l’ordinanza di stop. Oppure di attività commerciali non in linea con il consiglio dell’apertura mattutina differita. La giornata successiva alla notte più lunga vive attraverso le immagini dei concerti, delle celebrazioni, della staffetta della memoria che raggiunge la Casa dello studente, del passaggio dei motociclisti e delle altre iniziative piccole e grandi messe in campo in città e nei centri del circondario. In vista del decennale del terremoto, il sindaco Pierluigi Biondi già parla di un «comitato di personalità di alto profilo» per il quale ci si starebbe già attivando. Chissà se si riuscirà a trovare un’intesa senza turbare ancora il clima. Certamente, alla fiaccolata della memoria tutto servirà tranne un direttore artistico del dolore.
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