Grimaldi: il 20% di guariti manifesta ancora sintomi

L’AQUILA. «Almeno il 20 per cento dei guariti dal Covid continua a manifestare sintomi rilevanti anche a distanza di molti mesi dall’immunizzazione». Una percentuale che arriva all’80 per cento per...
L’AQUILA. «Almeno il 20 per cento dei guariti dal Covid continua a manifestare sintomi rilevanti anche a distanza di molti mesi dall’immunizzazione». Una percentuale che arriva all’80 per cento per complicanze meno gravi. I dati sono frutto di uno studio clinico condotto nell’ospedale dell’Aquila, grazie al laboratorio attivato nel reparto di Malattie infettive. Un’intuizione del primario Alessandro Grimaldi, che già ad aprile dello scorso anno aveva ipotizzato che fosse una malattia con possibili strascichi: si tratta del cosiddetto long-covid, che può persistere per settimane e mesi.
CASI E VACCINI. Intanto, ieri in città non si sono registrati nuovi casi e va avanti la campagna vaccinale, con la consegna al San Salvatore, da parte del corriere di Poste Italiane, di 1.800 dosi del vaccino Moderna e mille dosi di Johnson&Johnson.
LONG COVID. Il laboratorio organizzato nel reparto di Malattie infettive è ora ben strutturato e si avvale della collaborazione di specialisti, dal neurologo allo psichiatria, al cardiologo, allo pneumologo o al dermatologo. «L’approccio è multidisciplinare«, spiega Grimaldi, «perché abbiamo riscontrato nei pazienti danni persistenti a carico dei polmoni, ma anche del cuore, aritmie, problemi di tipo autoimmune». Al termine della prima ondata nell’ambulatorio aquilano è stato verificato che il Covid non causa solo danni all’apparato respiratorio, ma anche a quello cardiaco e ad altri organi, come ad esempio fegato, reni ed encefalo, con problemi neurologici e neuropsichiatrici. Danni anche alla cute e problematiche agli occhi. L’attività del laboratorio, con monitoraggio a distanza dei guariti, è uno strumento efficace per ricercare le complicanze, ma anche per assistere e continuare a curare i pazienti, che necessitano di una vera e propria riabilitazione. Dopo la negativizzazione c’è una prima fase che dura quattro settimane in cui i pazienti hanno ancora i postumi della malattia. Poi può subentrare il long-covid, che dura oltre 12 settimane. L’ospedale aquilano ha precorso i tempi, visto che nell’ultimo decreto Sostegni è stata prevista l’esenzione dal ticket per i malati, ormai dimessi, che possono essere visitati nell’apposito ambulatorio.
CAOS TAMPONI. Nonostante l’andamento dei contagi in discesa, problemi al sistema informatico dell’Asl stanno ritardando l’invio dei referti dei tamponi alle persone in quarantena. E ci sono casi eclatanti: «Ormai sono chiusa in casa da 40 giorni», denuncia una cittadina, «e l’Asl per ben due volte ha “perso” il risultato del mio tampone. Al momento del terzo test non risultavo neanche nella lista e mi hanno rimandato la somministrazione. Una vergogna».
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