Gssi, annuncio di Inverardi: «Nuova sede da 19 milioni»

L’AQUILA. Una grande area laboratoriale da 2.660 metri quadri nell’area di Collemaggio. Il Gran Sasso Science Institute spegne le sue prime dieci candeline e si fa un regalo da 19 milioni di euro...
L’AQUILA. Una grande area laboratoriale da 2.660 metri quadri nell’area di Collemaggio.
Il Gran Sasso Science Institute spegne le sue prime dieci candeline e si fa un regalo da 19 milioni di euro finanziato con fondi del Piano nazionale ripresa e resilienza. Il progetto Space and heart innovation campus (Seic), annunciato ieri nel corso dell’inaugurazione dell’anno accademico 2023/2024, vedrà la riqualificazione di un edificio ceduto dall’Azienda sanitaria dell’Aquila allo stesso istituto di ricerca, nel quale troveranno spazio importanti strumentazioni riferibili all’ambito della meccanica, dell’elettronica, dei beni culturali, del monitoraggio ambientale ed economia circolare e dell’high performance computing.
Ma anche una camera pulita, quattro aule riunioni da 25 metri quadri l’una, due aule riunioni da 50, una sala da 70, undici uffici da 18 metri quadri e tre open space da 100, oltre a un’area attrezzata esterna.
INVERARDI E CARROZZA
«Un luogo di ricerca aperto alla comunità nazionale», lo ha definito in apertura di cerimonia la rettrice del Gssi Paola Inverardi. «Non solo i nostri ricercatori, ma l’intera comunità scientifica nazionale potrà venire all’Aquila e utilizzare le infrastrutture di ricerca che ci saranno», ha proseguito la rettrice, che sui tempi di realizzazione ha poi precisato: «Il bando di gara è stato fatto in questi giorni e i tempi di consegna sono previsti in un anno, quindi si può dire che il Seic è il progetto del 2024».
Inverardi che ha poi contestualmente annunciato anche la volontà di riscattare la parte di immobili attualmente in locazione da parte dell’istituto, nonché una ricognizione per l’acquisizione di unaulteriore sede nei pressi della Villa comunale in vista di una gestione degli immobili «esclusivamente di proprietà e non più in affitto, che non gravi sulla nostra stabilità finanziaria».
«Interdisciplinarietà» e «una maggiore equità sociale», sono invece le sfide che l’istituto continua a perseguire anche attraverso il coinvolgimento dei più piccoli, perché, ha spiegato Inverardi, «la ricerca non deve essere una cosa per pochi e l’amore per la scienza deve iniziare molto presto». Dichiarazioni, quelle della rettrice, che si legano all’intervento conclusivo di Maria Chiara Carrozza, presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) ed ex ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, che ha evidenziato quanto sia importante «essere attrattivi non solo garantendo maggiori investimenti, ma soprattutto le infrastrutture di ricerca in ogni ambito scientifico». Carrozza che ha poi sottolineato anche il valore della mobilità, definita «una chiave di esperienza e fertilizzazione di fondamentale importanza», così come del «mantenimento dell’idea di flessibilità e contaminazione del pensiero scientifico».
GLI ALTRI INTERVENTI
Nel mezzo gli interventi della vicaria del direttore generale, Eleonora Ciocca, che ha ricostruito la storia del Gssi da start-up a Istituto anche attraverso la creazione di una snella struttura amministrativa e gestionale, quelli dei quattro ex studenti di dottorato Axel Boeltzig, Alessandro Montino, Yllka Velaj e Chiara Vitrano, nonché un dibattito con la rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Sabina Nuti, il rettore della Scuola Imt Alti Studi di Lucca, Rocco De Nicola, e il delegato del direttore della scuola Sissa, Piero Ullio.
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