Guardia carceraria muore per un malore a 45 anni

Lutto a Cappelle e Cappadocia: lavorava fra i penitenziari di L’Aquila e Avezzano Dopo il terremoto 2009 aveva ricevuto un encomio dalla Protezione civile
SCURCOLA MARSICANA. Accusa un forte dolore al petto ma la disperata corsa in ospedale si rivela inutile. È morto così Mario D’Ascenzo, 45 anni, residente a Cappelle dei Marsi, frazione di Scurcola.
L’uomo si è sentito male poco prima delle 19 mentre era con la famiglia. D’Ascenzo era originario di Cappadocia. Si era trasferito a Cappelle perché suo padre era il capostazione del paese.
Mario D’Ascenzo era un agente di polizia penitenziaria, come anche sua moglie, Monica Verdecchia, anche consigliere comunale nell’attuale amministrazione di Scurcola. Poliziotto nella casa circondariale dell’Aquila, era in servizio distaccato in quella di Avezzano, in via San Francesco. Una tragedia che ha scosso quanti lo conoscevano.
Ieri mattina, il figlio più grande ha ricevuto il sacramento della prima comunione. Il piccolo è stato accompagnato in chiesa dalla madre e, fra la commozione generale, non è mancato al suo appuntamento con Gesù, insieme agli altri bambini della parrocchia. D’Ascenzo era una persona stimata e apprezzata per il suo buon carattere e per l’amore che nutriva nei confronti della famiglia. Era anche uno sportivo. Giocava a calcio, sciava, andava in moto e correva in bici. «Una persona solare e amata da chiunque lo conosceva» lo ricorda l’ex parroco di Cappelle, don Vincenzo Piccioni, «un uomo buono e disponibile». Nipote di don Renato Ciccarelli, parroco di Cappadocia, D’Ascenzo era anche apprezzato per i suoi sani valori cristiani. «Lo conoscevo da vent’anni» dice il comandante del corpo di polizia penitenziaria della casa circondariale di San Nicola di Avezzano, Giovanni Luccitti, «sono sconvolto per quanto successo, come lo sono tutti i colleghi. Era un poliziotto sicuro, attento e viveva una vita da sportivo. Anche per questo una morte come la sua ci lascia davvero senza parole. Era un agente preparato e devoto al suo lavoro».
Durante la sua carriera, D’Ascenzo ha ricevuto anche un encomio della Protezione civile per il suo lavoro durante il terremoto dell’Aquila del 2009.
«Veniva quasi tutte le settimane a Cappadocia» lo ricorda il sindaco Lucilla Lilli «l’ho visto la settimana scorsa. Siamo cresciuti insieme. Una persona splendida, innamorato della moglie e dei figli. Un fisico asciutto e atletico, era un vero e sano sportivo. Siamo tutti addolorati e ci stringiamo attorno al dolore dei suoi cari».
La camera ardente è stata allestita all’obitorio dell’ospedale di Avezzano. I funerali oggi, alle 15.30, nella chiesa di Cappelle. La cerimonia sarà officiata da don Ennio Grossi.
Magda Tirabassi
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