Guardia medica, un servizio a singhiozzo

La Cgil pronta ad avviare un’azione legale: «Impegni disattesi, l’Alto Sangro resta senza assistenza»
CASTEL DI SANGRO. Ancora guardia medica a singhiozzo in Alto Sangro. In piena estate, il comprensorio altosangrino torna ad essere scoperto, come denuncia la Cgil a che parla di rassicurazioni e impegni disattesi da parte della politica. Niente servizi sanitari né per i cittadini residenti, né tanto meno per i turisti che prendono d’assalto le montagne dell’Abruzzo durante i mesi estivi. Per il mese di luglio, infatti, sarà garantita la presenza del medico del 118 solo fino al 15 del mese. Dal 16 luglio in poi ci si dovrà arrangiare, scendendo nella Valle Peliogna o arrivando in Molise.
«L’Alto Sangro», scrive il sindacato, «è un territorio che, come rimarcato più volte, avrebbe bisogno di altre attenzioni e di capacità programmatorie legate proprio ai bisogni sanitari, anziché alla riduzione della spesa e al pareggio di bilancio o, ancora peggio, al recupero di passività prodotte dagli stessi amministratori che governano la sanità pubblica nella nostra provincia. Invero, come ormai accade da troppo tempo, un’intera comunità viene mortificata dall’incapacità di trovare soluzioni adeguate. Ciò, senza contare che, per la guardia medica, si procederà, peraltro, a singhiozzo. Considerato, poi, che ci troviamo nel periodo estivo di massima affluenza turistica, a conferma della vocazione del territorio in tal senso, va detto che questa situazione è insostenibile». Sul punto, il sindacato è pronto ad avviare un’azione legale. Nel frattempo la Asl ha fatto sapere che, «vista l’indisponibilità di medici nelle sedi di Pescasseroli, Sulmona, Castel di Sangro e Pratola Peligna, il servizio di continuità assistenziale sarà attivo tramite deviazione di chiamata telefonica alla sede più vicina». Nello specifico, nel mese di luglio, la guardia medica resterà scoperta e quindi dirottata per otto volte da Pescasseroli a Castel di Sangro, per tre volte da Castel di Sangro a Pescocostanzo, per due volte da Sulmona a Pratola Peligna e per quattro volte da Pratola Peligna a Sulmona. Lo scorso inverno, il manager dell’azienda sanitaria, Ferdinando Romano, aveva chiesto aiuto all’esercito. (a.d.a.)
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