Guardie mediche, più servizi in Alto Sangro

26 Gennaio 2020

La battaglia riparte da Pescocostanzo, il consigliere Di Benedetto presenta una risoluzione in Regione

PESCOCOSTANZO. Evitare la disparità di trattamento dei medici di continuità assistenziale tra le aree dell’Azienda sanitaria regionale e garantire la piena funzionalità di tutti i reparti dell’ospedale di Castel di Sangro. Questi i principali impegni assunti ieri a Pescocostanzo dal consigliere regionale Americo Di Benedetto. Quest’ultimo ha anticipato che presenterà all’attenzione del governo regionale una risoluzione per risolvere i problemi della sanità nelle aree interne e in particolare nell’Alto Sangro.
«Il nostro territorio provinciale ha delle forti criticità sulle guardie mediche», ha detto Di Benedetto, «che a differenza dei presidi medici delle altre province non vengono remunerate e quindi non erogano servizi ambulatoriali come invece dovrebbero. Non avendo grande disponibilità di ospedali, soprattutto nel diffuso territorio dell’area montana, è facile intuire che questa criticità diventa rilevante».
A organizzare la manifestazione è stato il sindaco di Pescocostanzo, Roberto Sciullo, che con l’occasione ha voluto promuovere un confronto tra politici e istituzioni e presentare a tutti gli amministratori del territorio la risoluzione del consigliere Di Bendetto che chiede all’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì, di risolvere le principali preoccupazioni esistenti per ciò che riguarda la sanità in Alto Sangro. «Occorre ripristinare nel territorio della provincia dell’Aquila», ha aggiunto Di Benedetto, «il servizio che consente prestazioni ambulatoriali da parte dei medici di continuità assistenziale garantendo agli stessi il compenso aggiuntivo orario di 4 euro e ripristinare tutti i servizi nei reparti dell’ospedale di Castel di Sangro, assicurandone la piena funzionalità nei confronti non solo della popolazione residente ma anche dei numerosi turisti».
«Soprattutto nei periodi invernali e di forte difficoltà di movimento», ha rimarcato il sindaco Roberto Sciullo, «la continuità assistenziale rappresenta l’unico presidio sanitario per i paesi montani del territorio ed è per queste ragioni che nelle scorse settimane ho anche chiesto al neo direttore generale dell’Asl, Roberto Testa, di ristabilire un efficiente servizio del distretto sanitario ma anche di trasformare da h12 ad h24 la postazione del 118».
Rivendicano il diritto di avere un reparto di chirurgia nell’ospedale di Castel di Sangro, sono state oltre 5mila le persone che poco prima di Natale sono scese in piazza per far sentire la propria voce alla Regione.
All’iniziativa aderirono tutte le associazioni del territorio, commercianti e amministratori dei comuni dell’Alto Sangro, dell’Alto Molise e del Chietino. Tutti i sindaci del territorio sottoscrissero un documento congiunto per dire «no alla chiusura del presidio ospedaliero» e «rilanciare i servizi sanitari in un territorio che ha delle particolarità che dovrebbero essere tenute in seria considerazione». (m.lav.)
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