Guardie mediche, proteste nel Carseolano

Visite vietate negli ambulatori, da oggi a venerdì sciopero: quattro sindaci sollecitano soluzioni
CARSOLI. Nel Carseolano monta la protesta delle guardie mediche. E anche a Carsoli, da oggi e per tre giorni, i medici della cosiddetta continuità assistenziale incroceranno le braccia per lo sciopero indetto dalle organizzazioni sindacali Fimmg, Smi e Snami. Astensione dal lavoro prevista fino a venerdì dalle ore 20 alle ore 24. Saranno garantiti solamente i servizi pubblici essenziali.
Da giorni, infatti, la direzione sanitaria della Asl 1 ha comunicato che i medici non potranno più visitare i pazienti che si presentano nella struttura ma dovranno essere loro a raggiungere l’abitazione del paziente di turno.
I sindaci dei comuni di Carsoli, Rocca di Botte, Oricola e Pereto hanno scritto al direttore generale facente funzioni Simonetta Santini, al direttore amministrativo dei distretti, Pierpaolo Falchi, e al responsabile delle cure primarie area Marsica, Stefania Viscogliosi, invitandoli a prendere parte a un incontro per capire come poter contrastare questa emergenza che si è creata anche nella Piana del Cavaliere. Al vertice, che si è tenuto nei giorni scorsi nel municipio di Carsoli, però, oltre ai sindaci, ad alcuni medici del distretto e ai rappresentanti delle parti sociali, non ha partecipato alcun rappresentante Asl. Questo ha creato un’ulteriore frizione tra le parti.
«Abbiamo cercato di capire quale era il problema, per andare avanti nell’interesse del territorio e dei residenti», ha spiegato Velia Nazzarro, sindaco di Carsoli, che insieme ai colleghi Giacinto Sciò (Pereto), Antonio Paraninfi (Oricola) e Fernando Marzolini (Rocca di Botte) sta affrontando la vicenda, «sentiremo il Comitato ristretto dei sindaci Asl e lo interesseremo di questa situazione che rappresenta un vero e proprio problema per la Piana del Cavaliere. I medici sono costretti a non poter più effettuare delle visite ai pazienti che si recano nel distretto, a quanto pare per problemi economici. È sconcertante e paradossale tutto ciò, anche perché uno specialista che si trova davanti a un cittadino spesso non se la sente di dire che non può visitarlo, anche se sa di non poterlo fare».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

