Guerra dell’acqua, denunciato il sindaco

Esposto di Colella in Procura: «Utilizza la minerale per la casa». Di Paolo replica: «Tutto lecito, è la stessa della sua villa»
CANISTRO. La Santa Croce ha presentato una denuncia per peculato e abuso d’ufficio alla Procura di Avezzano nei confronti di Angelo Di Paolo, sindaco di Canistro. L’accusa ? Utilizzare senza autorizzazione l’acqua minerale della sorgente Sant’Antonio Sponga «per usi domestici nella sua abitazione, e in quella di suoi parenti stretti, per di più mediante condutture abusive che partono dalla vasca di calma di proprietà della società». È quanto sostiene la società Santa Croce dell’imprenditore molisano Camillo Colella, che era concessionaria della sorgente di acqua minerale Sant’Antonio Sponga di Canistro prima della revoca dalla Regione nell’ambito di un serrato e lungo contenzioso in corso. L’acqua minerale della principale condotta da circa due anni finisce nel fiume Liri. La nuova iniziativa giudiziaria fa seguito a un duplice ricorso al Tar. È stato chiesto, fra l’altro, l’annullamento della delibera di giunta comunale del 23 febbraio 2018 che autorizza la realizzazione di un acquedotto per continuare ad alimentare, sempre stando alla denuncia, con l’acqua minerale proveniente dalla sorgente Sant’Antonio Sponga, proprio le abitazioni del sindaco del Comune di Canistro, Angelo Di Paolo, del figlio ed ex sindaco Antonio Di Paolo, e di Virgilio Garofalo, cognato di Angelo Di Paolo. Il Comune di Canistro, nella persona dell’attuale sindaco, ha posto in essere anche una serie di atti e condotte strumentalmente finalizzate a mantenere inalterata tale condizione. Il sindaco si è reso dunque responsabile di gravi illeciti penali, per aver abusato dei suoi poteri».
La replica del sindaco di Canistro è secca. «Colella è libero di denunciare chi vuole», sottolinea il sindaco Di Paolo, «utilizzo la stessa acqua che utilizza lui nella sua villa, che si trova a pochi metri dalla mia abitazione, villa realizzata negli anni 70 e acquistata dalla famiglia Faroni e poi ceduta, nel 2007, a Colella. La condotta è stata regolarmente autorizzata dal Genio civile negli anni 60, in quanto riforniva l’albergo Gran Paradiso, l’attuale clinica Ini, ed altre case sparse, compresa la sua villa che attualmente ha affittato alla società Eureka che ospita 25 migranti stranieri. Il Comune di Canistro è in possesso di tutte le autorizzazioni per prelevare l’acqua. Allo scopo di evitare qualsiasi commistione sta comunque realizzando una propria condotta regolarmente autorizzata. Nessuno potrà vietare al Comune di realizzarla staccandosi da quella della Santa Croce. Evidentemente la preoccupazione di Colella è ben altra. Ricordo, infine, di aver denunciato Colella già tre volte perché continua a imbottigliare acqua che non proviene dalla sorgente Fuggino, senza alcuna autorizzazione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

