Guerra dell’acqua fra i campi del Fucino E’ giallo sui divieti

Famiglia di agricoltori denuncia: «Si è irrigato nel weekend» La polizia locale costretta a rifare l’ordinanza: era imprecisa
AVEZZANO. Con questa secca era quasi inevitabile che scoppiasse la polemica. La guerra dell’acqua colpisce ancora e coinvolge non soltanto le abitazioni, ma in maniera più accentuata il bacino del Fucino e le sue ricche terre. Un’ordinanza emessa dai Comuni e valida per tutti i centri della conca (a eccezione di Ortucchio), prevede il divieto di irrigazione nei fine settimana. Ma come spesso accade le disposizioni impartite c’è chi le rispetta alla lettera e chi invece le calpesta senza alcun timore.
Nello scorso fine settimana, alla famiglia di Domenico Seritti e Vittoriana Mascitti, che possiede 40 coppe di terra coltivate a ortaggi nei pressi di Strada 2, sono saltati i nervi perché nonostante i divieti più di qualcuno stava impunemente innaffiando i propri appezzamenti, infischiandosene dell’ordinanza di riferimento. «In lontananza», afferma la signora Mascitti, «abbiamo notato che alcune pompe erano in azione, nonostante vi fosse il divieto di irrigare, così ho detto a mio marito che avremmo dovuto fare anche noi come gli altri, ma il mio coniuge non ha voluto sentire ragioni, sia per rispettare le disposizioni, ma soprattutto per non incorrere in qualche multa salata che rischiava di non compensare l’eventuale ricavato dalla vendita degli ortaggi». Ma la rabbia covata nel corso della notte non poteva spegnersi da sola e ieri mattina la donna si è presentata nella caserma dei carabinieri di Avezzano per sporgere denuncia, ricevendo come risposta che la materia era di competenza della polizia locale. Un paio di chilometri a bordo della propria vettura ed ecco la signora presentarsi al Comando della polizia locale. «Sono entrata e ho chiesto spiegazioni sulla vicenda», racconta, «ma il mio sconcerto è stato grande quando mi è stato riferito che l’ordinanza emessa dalla vecchia giunta Di Pangrazio non era chiara, perché la terminologia usata nel documento dava adito a una interpretazione in base alla quale il divieto sembrava riguardasse soltanto il primo fine settimana di luglio e quindi i vigili non potevano elevare alcuna contravvenzione. Non voglio giudicare la preparazione linguistica di chi ha scritto quel testo, ma ancora una volta a rimetterci sono i cittadini onesti e rispettosi delle leggi».
Sull’argomento abbiamo interpellato il capitano della polizia locale, Antonio Febo, che sta sostituendo il comandante Luca Montanari, attualmente in ferie. «Appena abbiamo ricevuto la segnalazione», afferma Febo, «abbiamo provveduto a inviare sul posto una nostra pattuglia, ma quando la stessa è arrivata, erano circa le 8.15, le pompe erano già state disattivate, per cui non è stato possibile cogliere nessuno sul fatto». Il capitano Febo conferma poi l’inesattezza nel testo dell’ordinanza: «In effetti, la redazione del documento era alquanto imprecisa e sembrava che il divieto avesse validità solo per quel fine settimana; poi abbiamo provveduto alla rettifica e a partire da oggi (ieri per chi legge, ndc) non ci saranno più possibilità di interpretazione del decreto».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

