Guerra sulle nomine al Cogesa Sulmona propone Margiotta

28 Giugno 2017

SULMONA. Scoppia la guerra sul Cogesa. Una lettera firmata dal sindaco Annamaria Casini e da altri 12 primi cittadini del Centro Abruzzo, che lancia la candidatura dell’avvocato Vincenzo Margiotta,...

SULMONA. Scoppia la guerra sul Cogesa. Una lettera firmata dal sindaco Annamaria Casini e da altri 12 primi cittadini del Centro Abruzzo, che lancia la candidatura dell’avvocato Vincenzo Margiotta, accende lo scontro sulla nomina dell’amministratore unico della società a partecipazione pubblica. Oggi alle 17, i 51 Comuni soci del Cogesa, la società che si occupa del riciclaggio e smaltimento dei rifiuti, si riuniranno in assemblea per eleggere la persona che amministrerà l’azienda a capitale pubblico per i prossimi tre anni. Sulmona, Comune che ha più quote (200 su un totale di 1200), ha già fatto sapere il suo pensiero.
Stessa determinazione hanno avuto altri 12 Comuni (Prezza, Roccacasale, Anversa, Scanno, Bugnara, Cocullo, Introdacqua, Roccapia, Pettorano, Campo di Giove, Goriano Sicoli e Secinaro tra l’altro soci fondatori) che come Sulmona hanno più quote a disposizione rispetto ai Comuni soci entrati di recente, che, con una sola quota a disposizione, pur essendo più numerosi, non riusciranno a incidere sulla scelta del nuovo amministratore. Unica possibilità a disposizione dei Comuni contrari (tra i quali figurano alcuni soci fondatori come Pratola Peligna, Vittorito, Raiano e Vittorito) al cambio del vertice societario, è quella di chiedere un rinvio per arrivare a una scelta unitaria.
«Da sempre, infatti», affermano in coro i sindaci contrari, «l’elezione dei vertici degli enti sovracomunali Saca e Cogesa è avvenuta all’unanimità. Se Sulmona e gli altri dovessero ribadire in assemblea la loro proposta, sarà sicuramente rottura, spaccando il comprensorio e andando per la prima volta a un’elezione che dividerà la società».
Per alcuni sindaci, inoltre, tale scelta porterebbe sia la Saca che il Cogesa nelle mani di una sola parte politica, quella dell’assessore regionale Andrea Gerosolimo, mentre in passato gli enti sovracomunali erano equamente divisi tra centrodestra e centrosinistra. Metodologia che l’assessore regionale ha fatto chiaramente capire di voler contrastare perché figlia di un vecchio modo di far politica.
Sulla stessa lunghezzaa d’onda il sindaco di Sulmona che ha più volte affermato che nelle partecipate c’è bisogno di ottimi amministratori che, oltre a fare gli interessi della società, tutelino anche quelli dei cittadini utenti, abbassando i costi del servizio e quindi delle bollette.
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