Guidava drogato, a giudizio per omicidio

17 Ottobre 2017

Fissato il processo per il celanese Antidormi: nel maggio 2015 travolse e uccise un 15enne in scooter

CELANO. Omicidio colposo, lesioni, guida senza patente e sotto l’effetto di stupefacenti e alcol. Un campionario di accuse con le quali il gup del tribunale Anna Carla Mastelli ha rinviato a giudizio Luigi Antidormi, l’uomo che con la sua auto travolse e uccise Marco Zaurrini e ferì gravemente un suo amico, entrambi 15enni di Celano. Un terribile incidente stradale che, viste le modalità e i precedenti del conducente della vettura, scatenò un vespaio di polemiche a Celano e più in generale nella Marsica. La tragedia avvenne il 16 maggio 2015 nei pressi del cimitero di Paterno, lungo la strada che porta a Celano. Antidormi dopo lo schianto fece perdere le sue tracce e solo dopo qualche ora la polizia lo rintracciò nella sua abitazione. Il 34enne, anch’egli di Celano, finì agli arresti domiciliari su disposizione del sostituto procuratore Maurizio Maria Cerrato.
Ieri l’udienza e la decisione del gup Mastelli di processare Antidormi. In precedenza il gip aveva respinto la richiesta di patteggiamento avanzata dagli avvocati dell’uomo.
Secondo l’accusa, Antidormi con «imprudenza e imperizia» ha travolto lo scooter guidato da M.B. e sul quale si trovava Zaurrini. «Colpa consistita», sempre stando all’accusa, «nel trovarsi in condizioni di incapacità psicofisica per assunzione di alcol e stupefacenti (tipo cocaina e derivati della canapa indiana) così da non poter adeguare la guida alle corrette condizioni della viabilità anche in ragione dell’orario serale».
Stando agli accertamenti compiuti dopo lo schianto, nel sangue di Antidormi c’era alcol nella misura di 1,87 grammi per litro, ben al di sopra della soglia di tolleranza. Il 34enne non deve rispondere del reato di omicidio stradale perché introdotto con una legge successiva all’incidente di Paterno.
Zaurrini morì sul colpo, mentre l’amico che guidava lo scooter riportò lesioni guaribili in 40 giorni. Il ciclomotore, stando alla ricostruzione, procedeva nello stesso senso di marcia del veicolo e fu violentemente tamponato. Antidormi, che all’epoca era sottoposto ad alcuni provvedimenti del tribunale di sorveglianza, si fermò e resosi conto di quanto accaduto fece perdere le sue tracce. Fu rintracciato grazie alle segnalazioni di alcuni testimoni.
Il pm Cerrato aveva disposto due perizie: una medico-legale e una tecnica sulla dinamica dell’incidente. Quest’ultima ha fatto pendere la totale responsabilità verso Antidormi, anche in considerazione delle condizioni della strada e della visibilità e visto lo stato di alterazione del conducente e l’assenza di reazione all’impatto.
Il giovane di Celano è difeso dagli avvocati Luca e Pasquale Motta, mentre la famiglia di Zaurrini, che si è costituita parte civile, è assistita dall’avvocato Leonardo Casciere. (r.rs.)
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