Ha ucciso, chiede perdono Ma la mamma non accetta

5 Giugno 2015

Celano, alla vigilia della fiaccolata appello dell’uomo che ha travolto il ragazzino La donna: «Sei un padre? Dai l’esempio ai figli e fatti processare regolarmente»

CELANO. Era scappato dopo l’incidente, lasciando a terra il corpo senza vita di Marco Zaurrini, 15 anni, e quello gravemente ferito di Maicol Baldelli, suo coetaneo e amico del cuore. Travolti sullo scooter.

Dopo tre settimane e alla vigilia della fiaccolata in memoria del ragazzino ucciso – stasera a Celano, con inizio alle 20.30 – l’investitore ha voluto chiedere perdono alla famiglia. Nessuna lettera, ma parole affidate ai propri legali.

«Chiedo perdono alla famiglia di Marco, anche io sono un padre». Questo quanto detto da Luigi Antidormi. Ma le parole del 33enne, agli arresti domiciliari, suonano come una beffa per la famiglia dello studente del Liceo Scientifico.

Il messaggio di Antidormi è stato riportato dall’Ansa, a cui i legali lo hanno affidato. Un messaggio destinato alla famiglia della vittima. «Sono state dette molte falsità su come sono andati i fatti» prosegue il messaggio diffuso dagli avvocati Luca e Pasquale Motta «per fortuna ci sono persone che possono confermare che mi sono fermato e ho chiesto aiuto. Idealmente, con il cuore e con lo spirito sarò presente anche io alla fiaccolata, ma la cosa che più mi addolora è che qualcuno ha strumentalizzato la vicenda per fini politici. Ho piena fiducia nel lavoro della magistratura» conclude la nota «anche perché non sono scappato».

Antidormi – di Celano come la vittima – è stato arrestato dalla polizia a qualche ora dall’incidente, avvenuto sabato 16 maggio nei pressi di Paterno. Gli agenti lo hanno fermato nella sua abitazione ed esami successivi hanno evidenziato l’assunzione di droga e un tasso alcolemico di oltre il triplo di quello consentito dalla legge. Al momento della convalida dell’arresto, l’uomo aveva dichiarato di essersi allontanato dal luogo dell’impatto per timore di essere linciato e di avere assunto stupefacenti e alcol una volta rientrato in casa. Antidormi non poteva neanche guidare l’auto visto che da due anni aveva la patente sospesa. La madre del giovane ucciso, Rossella Ricciardi, ha affidato una risposta al Centro.

«Non si è padre solo per il semplice fatto di aver concepito dei figli» sottolinea la donna «un uomo si definisce tale quando sente il peso di questa responsabilità. Un padre responsabile non delinque in continuazione, non accumula arresti domiciliari su arresti, non fa uso di cocaina, cannabis e alcol e poi si mette alla guida di un’auto sapendo di essere una mina impazzita capace in quelle condizioni di provocare incidenti mortali. Ora chiedi scusa? Dai l’esempio ai tuoi figli: chiedi che venga fatta giustizia con un regolare processo».

Maria Paola Zaurrini, cugina della vittima e organizzatrice della fiaccolata, va giù duro: «Poteva evitare questa dichiarazione a ridosso della fiaccolata. È una vergogna».

La partenza del corteo è prevista per le 20.30 in piazza IV Novembre. Lungo le strade attraversate dalle fiaccole i bar verranno chiusi in segno di lutto. Lo scopo della manifestazione è anche quello di chiedere giustizia per Marco Zaurrini. Parteciperà anche il referente per l’Abruzzo dell’Associazione italiana familiari e vittime della strada, Paolo D’Onofrio. È prevista la presenza di studenti, sindaci marsicani e società sportive. Gli organizzatori invitano tutti i partecipati a indossare qualcosa di rosso, il colore preferito dal ragazzino ucciso sulla strada.

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