Ha una pensione da miseria, si uccide

13 Febbraio 2019

La 60enne percepiva un assegno di 290 euro al mese, l’ultima telefonata al vicino che ha provato a fermarla

AVEZZANO. Non voleva essere un peso per i familiari che tanto l’amavano e non ce la faceva più ad andare avanti con una pensione sociale di appena 290 euro, con bollette da pagare e altri impegni da onorare. Temeva la povertà e così ha deciso di farla finita. È questa la ricostruzione dei carabinieri sulla tragica morte di A.M.S., 60enne originaria di Celano ma da tempo residente in una palazzina di Avezzano.
E proprio dalla camera da letto dell’abitazione, intorno alle 22.30 di lunedì, la donna si è lasciata cadere nel vuoto, dal quarto piano. Un volo di circa dodici metri che non le ha lasciato scampo.
Probabilmente aveva premeditato da tempo il gesto per porre fine alla sua esistenza. Tanto che pochi minuti prima di compierlo ha telefonato a un vicino e amico di casa. «Mi butto, voglio farla finita», ha detto all’uomo. Quest’ultimo l’ha implorata, ha cercato in tutti i modi di fermarla e si è precipitato per le scale quando la donna ha interrotto la comunicazione. Poi il tentativo di raggiungerla in casa e le inutili chiamate al citofono. Il vicino ha quindi fatto la tragica scoperta, notando che sul retro c’era una luce accesa nella camera al quarto piano. La 60enne ha messo in atto il suo proposito e il corpo senza vita è stato trovato in un cortile interno alla palazzina.
Sono arrivati i carabinieri, coordinati sul posto dal comandante di stazione Pasquale Avella, ed è stato informato dell’accaduto il procuratore Andrea Padalino. L’amico e vicino di casa è stato il primo ad essere ascoltato dai militari della compagnia di Avezzano, agli ordini del capitano Pietro Fiano. Successivamente sono stati rintracciati alcuni familiari di A.M.S.. La 60enne era separata da tempo e il marito risiede ormai da anni in Sudamerica. I carabinieri hanno accertato che la donna viveva con una pensione sociale di 290 euro e saltuariamente si arrangiava con lavori di piccola sartoria. Le precarie condizioni economiche l’hanno fatta cedere allo sconforto. Il dramma si è consumato in un palazzo in via Tre Venezie, zona di Borgo Pineta, non lontano dagli uffici dell’Agenzia delle entrate. La 60enne non ha lasciato alcun biglietto ma prima di compiere il gesto si è tolta la fede nuziale, trovata dai carabinieri nella camera da letto. La salma è stata restituita alla famiglia dall’agenzia funebre Marcanio, su disposizione della Procura. I funerali oggi alle 11 nella chiesa di Madonna del Passo.
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