«Hanno trattato male mia figlia e la bimba»

24 Marzo 2016

Lo sfogo della madre di Rosa: la verità è che non è stato sfrattato nessuno, l’alloggio era disabitato

AVEZZANO. «In quella casa non ci hanno mai abitato, c’erano la luce e il gas staccati, l’acqua stava a zero, quando siamo entrati abbiamo trovato gli scarafaggi. C’erano scatole di medicine scadute da due mesi».

Durante il blitz delle forze di polizia per lo sgombero dell’appartamento occupato dalla figlia, Monica Montalbotti non ha fatto altro che ripetere che in quella casa non ci abitava nessuno e per questo aveva deciso di prenderla. «Abito qui da sette anni», ha detto, «quell’appartamento era stato assegnato alla donna marocchina che però non ci viveva. Non pagava mai nemmeno il condominio e lo facevamo noi per lei. Continuano a chiamarci rom, ma io sono italiana da sette generazioni. Mio marito è di Avezzano e ha fatto il militare», continua, «come lo ha fatto anche suo padre. È incredibile quello che sta accadendo. Noi siamo avezzanesi. Quando sono entrati in casa, mia figlia aveva in braccio la bambina e l’hanno trattata male. Hanno anche danneggiato i mobili. Hanno detto che li ripareranno, staremo a vedere».

Tutta la famiglia Morelli sia al mattino che all’arrivo di Salvini ha continuato a sostenere che la loro è una famiglia italiana che è stata sfrattata per una donna nordfricana.

«In questi anni in quell’appartamento c’è stato un continuo via vai di donne marocchine e di connazionali», va avanti, «non era una casa in cui ci viveva una famiglia».

Giuseppe, italiano che vive nella stessa palazzina, dice: «Tutta questa vicenda è stata montata in un modo assurdo, solo perché queste persone sono rom. Non è giusto».

«Non abbiamo nulla contro i marocchini», aggiunge la madre di Rosa Morelli, «conviviamo con loro nella stessa struttura ma vorremmo che ci trattassero tutti allo stesso modo».

La donna ha più volte ribadito che la casa non era stata assegnata a Gianni Di Marco, l’uomo apparso anche nelle trasmissioni televisive ma alla sua compagna marocchina con cui si era anche separato.

«Lei fa su e giù dal Marocco, non le serve a niente la casa», ha aggiunto, «Rosa è entrata l’8 marzo e lei è arrivata ad Avezzano il 12. Le figlie non frequentano nemmeno la scuola». (m.t.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA