«Ho la precedenza per la mia patologia, ma l’hanno negata»

PESCINA. Malato oncologico chiede di usufruire della priorità per un controllo ed evitare estenuanti file in corsia, ma viene ripreso e redarguito da un medico che lo costringe a fare la coda come...
PESCINA. Malato oncologico chiede di usufruire della priorità per un controllo ed evitare estenuanti file in corsia, ma viene ripreso e redarguito da un medico che lo costringe a fare la coda come gli altri. È quanto accaduto all'ospedale di Pescina, a un paziente che doveva essere sottoposto a un accertamento radiografico. Il paziente soffre di diversi problemi di salute, alcuni dei quali gravi. «Per questo», racconta Giammarco De Vincentis, di San Benedetto, «usufruisco di agevolazioni, in merito ai tempi di attesa, per fare le diverse analisi per controllare il mio stato di salute. Ad Avezzano mi trovo benissimo con il reparto di Oncologia, con l'Utic per problemi cardiaci e con gli addetti alla terapia del dolore, un trio di medici i dottori Antonello Fabbri, Lazzaro Paraggio e Giovanna Amiconi che lavorano in sincronia. A Pescina mi sono trovato bene con il pronto soccorso e con il reparto Analisi. Purtroppo però, come succede in alcuni ambienti di lavoro, c'è sempre l'eccezione che conferma la regola. Lunedì mattina mi sono recato all'ospedale di Pescina per una radiografia», racconta il paziente, «ho timbrato la ricetta e ho raggiunto la sala d'attesa. Ho chiesto se potevo fare un po’ prima la radiografia, perché oggi come mi succede in questi ultimi tempi faccio fatica a tenermi in piedi. Sono stato trattato in modo brusco e mi è stato detto con tono alterato e perentorio che dovevo fare la fila come tutti e che se non mi stava bene, potevo prendere le mie carte e andarmene. Questo atteggiamento», conclude il paziente, «ha umiliato me e sconcertato le persone presenti. L'ospedale non è del personale che vi lavora e io credo che ai malati bisogna trasmettere serenità piuttosto che alterare il loro stato emotivo». (p.g.)
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