«Ho speso 180mila euro per una casa abusiva»

18 Gennaio 2018

Scurcola, l’odissea di una donna da anni alla ricerca di giustizia: «Costretta  ad andare via e adesso è abitata da altri. Mai eseguito l’ordine di demolizione»

SCURCOLA MARSICANA. Costretta a lasciare la casa, acquistata con tanti sacrifici, perché abusiva.
Un’ordinanza del 2016 impone l’abbattimento dell’immobile. Ma dopo due anni nulla è stato fatto e l’edificio è abitato. Da altri.
Laila Sahbun, originaria della Libia ma da tanti anni residente nella Marsica, si sente vittima di un’ingiustizia, stritolata in un sistema perverso fatto di leggi inapplicate, presunti abusi ed esposti inascoltati.
«L’ultima beffa? Continuo a ricevere avvisi di pagamento dal Comune per un’abitazione che non è più la mia», denuncia la Sahbun.
La donna, ex dipendente della televisione araba di Avezzano, acquistò la casa nel 2003, a Scurcola Marsicana, attraverso l’intermediazione di un’agenzia immobiliare, stipulando un mutuo e redigendo un atto di vendita con un notaio.
«Nel 2007, l’allora vicesindaco di Scurcola», racconta la donna, oggi residente a San Benedetto dei Marsi, «mi invitava a controllare lo stato dell’immobile in quanto a suo parere aveva gravi difformità edilizie. Da allora sono cominciati i miei guai. Perché si è scoperto che l’edificio, costato 180mila euro e dove vivevo, era abusivo. Nel 2008 il venditore è stato condannato per truffa e contestualmente è partita la causa civile per il risarcimento del danno. Nel 2014 il tribunale di Avezzano, riconosceva la nullità dell’atto, ha dichiarato l’immobile abusivo, in quanto realizzato su un sito agricolo, e indicava la soluzione con un ripristino dello stato dei luoghi e quindi con la demolizione dello stesso. Nel 2016 ho ricevuto dal Comune un’ordinanza di ripristino dello stato dei luoghi. Un’ordinanza mai eseguita, nonostante sia stata costretta a cercarmi un’altra casa. In un incontro con il sindaco di Scurcola, il suo vice e il responsabile dell’ufficio tecnico sono stata rassicurata sul rispetto dell’ordinanza. Ma ad oggi non ho ricevuto risposte e giustizia».
Laila Sahbun, il 28 agosto scorso, ha presentato un esposto alla Procura di Avezzano allegando una ricostruzione dei fatti, l’ordinanza del Comune, la sentenza del tribunale e le lettere spedite al municipio.
«La mia perdita economica è stata ingente», conclude la donna, «ma ormai mi sono rassegnata. Però chiedo che venga fatta giustizia, visto che quella casa che ho dovuto lasciare è di nuovo abitata. Non mi pare ammissibile una situazione del genere, non è giusto che chi mi ha truffato possa godere dell’immobile a mio danno». (r.rs.)
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