«Ho vissuto un incubo, ora si volta pagina»

25 Ottobre 2022

L’intervista. Il rimpasto di giunta non viene escluso, il pensiero a Sbardella alla lettura del dispositivo

AVEZZANO. «Mesi da incubo passati ad aspettare di avere giustizia, ma ora tornerò al lavoro più di prima, per la mia città, per gli avezzanesi». Gianni Di Pangrazio è commosso e sollevato.
Lontano dal Comune 15 mesi. E ora?
«È finito un incubo e sono felice di tornare a fare ciò per cui gli elettori avezzanesi si sono espressi. È stato un periodo di forte sofferenza. Ma per i cittadini e gli amministratori sono stato sempre un punto di riferimento, non mi sono mai sentito escluso e non solo grazie al calore degli avezzanesi, ma anche alla solidarietà arrivata da ogni parte politica e da ogni zona d’Abruzzo. Riprendo a lavorare».
Tutti se lo chiedono: ci saranno cambiamenti nell’esecutivo?
«Gli amministratori comunali, a partire dal mio vice Domenico Di Berardino, durante la mia assenza hanno fatto un grande lavoro perché non è stato un periodo facile. Hanno portato avanti molti impegni e non era semplice mantenere la barra dritta. Sinceramente mi sento di dire grazie anche all’opposizione che non ha mai alzato i toni».
Ma ci sarà o no il rimpasto? «Credo che sia prematuro pensare ai cambiamenti in giunta. Devo prima attendere il reintegro del prefetto. Poi riunirò la maggioranza e analizzeremo la situazione, tutti assieme, in modo da capire cosa cambiare».
Cosa pensa, oggi, guardando indietro, della sua vicenda giudiziaria?
«La giustizia ha funzionato. Peccato che c’è questa lentezza, dovuta alla carenza di personale amministrativo e di giudici. Credo invece che sia necessario rivedere soprattutto la legge Severino. La mia vicenda insegna. Su questo credo siano d’accordo tutte le forze politiche. Con questa legge viene meno la legittimità costituzionale. Una mannaia che di fatto vale solo per i sindaci. Bisogna mettere mano all’impostazione della Severino, una legge messa a punto in un periodo di caos a livello parlamentare che penalizza non solo il sindaco, ma anche la popolazione».
Quale futuro attende lei e Avezzano?
«Mi sento pronto, con maggiore slancio e determinazione, a riprendere da dove avevo lasciato 15 mesi fa, a fare squadra con gli altri amministratori per tutelare le aree interne. Voglio subito avere un confronto con la squadra della Marsica per portare avanti nuovi progetti».
Qualche rimpianto?
«C’è il vuoto che hanno lasciato Mario Sbardella, a cui ero molto legato, e Piero Ventrella. Mi sono rimasti sempre a fianco in questo calvario e avrei voluto che avessero potuto condividere con me la gioia di questa brutta storia finita bene. Alla lettura della sentenza ho pensato proprio a Mario. Questa giornata la dedico a lui. Ora voltiamo subito pagina». (p.g.)