Hotel abbandonato finito all’asta: per averlo bastano 700mila euro

L’AQUILA. L’asta era partita da quasi 4 milioni. Ora per acquistare l’albergo mai aperto a due passi dalla sede esterna dei Laboratori nazionali di fisica nucleare del Gran Sasso ne basteranno meno...
L’AQUILA. L’asta era partita da quasi 4 milioni. Ora per acquistare l’albergo mai aperto a due passi dalla sede esterna dei Laboratori nazionali di fisica nucleare del Gran Sasso ne basteranno meno di 700mila. L’asta immobiliare ci sarà a fine febbraio 2023. Le altre quattro precedenti sono andate a vuoto.
Si tratta di una struttura ricettiva di 70 camere (doppie, quadruple e bilivello) di cui 35 realizzate e 35 al grezzo, per una superficie totale di 8.177 metri quadrati, parte adibita a strade, parcheggi e verde pubblici. L’albergo fu costruito a metà degli anni Novanta del secolo scorso ed era costato diversi miliardi di vecchie lire. Una ventina di anni fa, più della metà delle camere erano state arredate, ma ladri e vandali nel tempo hanno fatto razzie di tutto ciò che è stato possibile portare via. L’albergo fu costruito da una società privata con soci originari dell’Aquilano e con interessi economici nella Capitale. Da quanto risulta dalla perizia, che fa parte degli atti per la vendita all’asta, la giunta regionale, con una delibera del 28 dicembre 1990, concesse al privato una somma vicina ai due miliardi di vecchie lire. Pare però che la società a un certo punto rinunciò al finanziamento investendo solo soldi suoi. Sempre nella perizia si legge che «a seguito di sopralluogo e dal raffronto con il progetto autorizzato non risultano difformità». Quindi dal punto di vista urbanistico è tutto in regola.
L’idea iniziale era di realizzare un albergo in una posizione strategica: a due passi dai laboratori di fisica nucleare, a cinque minuti dalla funivia per Campo Imperatore, a 600 metri dall’uscita di Assergi della autostrada A24, dentro il Parco nazionale Gran Sasso monti della Laga (la sede del Parco è a un paio di chilometri).Fra edificio, parcheggi, verde pubblico, viabilità, l’albergo occupa un’area di oltre 25mila metri quadrati. Nella perizia si sottolinea che la costruzione «già in uno stato di incuria e abbandono è stato ulteriormente compromesso dal sisma del 2009 anche se a vista non ha riportato danni alle strutture portanti ma solo alle tramezzature. Le infiltrazioni d’acqua in alcuni punti hanno sollevato l’intonaco e danneggiato pavimenti e moquette in vari ambienti. Gli arredi sono stati oggetto di furti e sciacallaggi. I terrazzi laddove presenti come parte integranti delle camere sono stati invasi da erbacce. In sostanza», conclude la perizia, «la struttura risulta abbandonata a se stessa».
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