I 5 dissidenti: delirio di D’Antonio

12 Gennaio 2015

Replica dei consiglieri al sindaco: non siamo stati allineati

CARSOLI. È ancora calda a Carsoli la discussione politica tra l’ex sindaco Domenico D’Antonio e i cinque consiglieri di “Trasparenza in Comune” che giovedì si sono dimessi facendo di fatto cadere l’amministrazione. In una lunga lettera l’ex primo cittadino aveva accusato Federica Arcangeli, Alessandra Testa, Sideria Minati, Marco Granaroli e Fabrizio Proietti di non aver rispettato il patto con i cittadini.

I cinque non hanno aspettato troppo e hanno rispedito al mittente le accuse mosse. «Con immenso stupore leggiamo le dichiarazioni deliranti dell’ex sindaco che dandosi il merito di aver riportato in 18 mesi il Comune a un sistema di legalità infanga non solo i suoi ex amministratori dissidenti, ma anche il buon nome dei tanto apprezzati dipendenti comunali», hanno spiegato i cinque, «attribuisce a noi, invece, l’onere di aver illuso i cittadini: forse nell’appoggiarlo. I nostri cittadini conoscono benissimo la realtà dei fatti e la sua presenza nulla nell’ente. Come dimenticare che ha approvato la scelta dell’assessore esterno di percepire l’indennità quando a noi aveva detto che non avrebbe avuto compenso? L’ex assessore Granaroli è stato revocato per aver chiesto dei chiarimenti in merito alle indennità di posizione dei responsabili e aver proposto di ripristinare la figura di vice segretario. Allineati e coperti bisognava essere oppure si sarebbe restati fuori, come sarebbe accaduto se non avessimo eletto il presidente del consiglio Daniele Imperiale. Abbiamo avuto, dunque, un buon maestro per mistificare le cose ed è solamente lui che deve chiedere scusa ai cittadini per averli ingannati, in quanto la squadra giovane, cavallo di battaglia della campagna elettorale, era soltanto uno specchietto per le allodole, in realtà noi avremmo dovuto piano piano lasciare il posto alla vecchia guardia». (e.b.)

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