I bulli ammettono solo la rissa in comunità

Nuovi interrogatori dei giovani coinvolti nell’inchiesta su spaccio ed estorsioni: ascoltati sette minori
L’AQUILA. Hanno ammesso di aver partecipato a risse nella comunità per minori in cui si sono fronteggiati gruppi di albanesi ed egiziani, ma hanno respinto di aver commesso atti persecutori ed estorsioni nei confronti di altri giovani. Si sono difesi così ieri, davanti al giudice Cristina Tettamanti per l’udienza preliminare, alcuni dei sette giovani rimasti coinvolti nell’operazione congiunta di polizia e carabinieri. Le indagini, coordinate della procura del Tribunale per i minorenni, martedì scorso avevano portato all’esecuzione di tredici misure cautelari (6 arresti, 7 affidi in comunità) verso giovani tra i 15 e i 19 anni residenti all'Aquila. Ventitré i Daspo Willy emessi poi dal questore, e trenta in tutto gli indagati.
Ieri mattina sono stati ascoltati i sette minori, cinque albanesi, un bosniaco e un italiano, affidati ai servizi minorili dell’amministrazione giudiziaria che hanno curato l’inserimento in comunità dei setti indagati destinatari della misura cautelare del collocamento in comunità. Alcuni di loro hanno anche negato di conoscere alcuni degli appartenenti al gruppo, presentando modifica della misura cautelare.
Qualcuno ha chiesto il permesso di poter uscire per andare a lavorare. Giorni fa i sei finiti in carcere, un kosovaro, un moldavo, un albanese e tre italiani, rinchiusi nell’istituto penale per minorenni di Roma Casal del Marmo, hanno fatto ammissioni parziali sui fatti loro contestati, respingendo però di far parte di gang o bande organizzate. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, invece, gli indagati sono distinti in tre gruppi: gli albanesi, gli italiani e quello composto da egiziani e tunisini. Tutti i minori finiti in carcere hanno presentato istanza di modifica della misura cautelare, richiedendo una misura meno rigida.
Sono accusati a vario titolo di atti persecutori, spaccio di sostanze stupefacenti, principalmente marijuana e hascisc, estorsioni per soddisfare i crediti derivanti dalle cessioni di droga e lesioni. In un caso a uno dei giovani indagati è contestata anche la rapina. A unire tutti sono comunque i contesti familiari difficili. Il collegio difensivo è composto tra gli altri dagli avvocati Mauro Ceci, Alessandra Spadolini, Francesco Valentini e Massimiliano Venta. (f.d.m.)
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